Sconosciuti

di Emma Nolde · 2024

1 interpretazione, 4 annotazioni.

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Perché ascoltarla

Vale la pena ascoltarla perché è la canzone che Emma Nolde stessa ha scelto come brano manifesto del disco, quella che secondo lei racconta meglio il rapporto con il tempo. E dentro c'è tutto: il presente che corre, un futuro immaginato con precisione, una persona che rischia di diventare solo un nome.

Io la rimetto nei momenti di passaggio: un trasloco, l'ultima sera prima di partire, un'amicizia che si allontana senza che nessuno abbia colpa. In meno di quattro minuti ti costringe a guardare chi hai accanto adesso e a chiederti dove sarà tra dieci anni. Non è una domanda comoda, ma è una di quelle che ti fanno tenere più stretto il presente.

Nina · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • 8 novembre 2024
    Sconosciuti è il singolo che Emma Nolde ha mandato in radio venerdì 8 novembre 2024, lo stesso giorno in cui è uscito l'album NUOVOSPAZIOTEMPO, dove è la seconda traccia. Il video ufficiale è arrivato cinque giorni dopo, il 13 novembre, sul canale EmmaNoldeVEVO.
    Fonte: radiodate.it
C'è un nome nella rubrica del tuo telefono che non chiami da anni. Lo sai quale. Non l'hai cancellato e non lo chiamerai: sta lì e basta. Ecco, per me "Sconosciuti" è la canzone di quel nome, scritta però prima, quando la persona è ancora accanto e il numero lo sai a memoria.

Quello che mi colpisce è il tempo verbale. Emma Nolde canta quasi tutto al futuro, e non è un futuro di promesse: è un futuro di distanza. Si mette dieci anni più avanti e guarda indietro, come se la fine fosse già successa. Lei ha raccontato che il pezzo nasce da una storia che tutti e due sapevano sarebbe finita presto. Quindi non è una canzone su un addio: è un addio fatto in anticipo, per provare a sentire adesso, a piccole dosi, il dolore che arriverà dopo. "Ho messo le mani avanti", ha detto.

E secondo me il centro della canzone non sta nel ritornello. Sta in due righe quasi buttate lì.

Avremo dei nuovi indirizzi e capelli diversi
Io sempre con le stesse scarpe

Guarda come cambia il soggetto. Prima c'è un "noi" che trasloca e si taglia i capelli, poi di colpo resta solo "io", ferma, con le scarpe di sempre. Chi va avanti cambia, chi resta a ricordare no. È un dettaglio minuscolo e a me fa più male di qualsiasi dichiarazione: le scarpe sono la prova che qualcuno è rimasto indietro.

In un'intervista ha detto una cosa che mi ha cambiato l'ascolto: se una persona l'hai amata davvero, la cosa che fa più male è non essere più partecipe della sua felicità. Non della sua vita, proprio della sua felicità. E infatti la domanda che torna è questa.

Ci sentiremo mai felici più di adesso?

Non chiede "staremo ancora insieme". Chiede se questa felicità sarà il punto più alto o solo una tappa. E io credo che la risposta che la canzone teme di più sia la seconda: che l'altra persona un giorno sarà felice, magari più di adesso, e tu non lo saprai. "Non saprò più niente di te", cantato due volte di fila, è esattamente questo: il dolore di non esserci quando l'altro sta bene.

Si potrebbe sentirla come una canzone pessimista, una che chiude la porta prima del tempo. Io la sento al contrario. Mettere le mani avanti è anche un modo di proteggere quello che c'è adesso: se sai che finirà, lo guardi meglio. Ogni dettaglio del presente, in questa canzone, è visto con gli occhi di chi sa che lo perderà, ed è per questo che è così nitido.

Io la metto quando una storia, d'amore o di amicizia, finisce senza litigi, di comune accordo, e proprio per questo pesa di più. Non ti consola. Ti fa compagnia mentre impari a pensare al futuro di qualcuno senza di te dentro. Tu ce l'hai, quel nome nella rubrica?

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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