Pianopiano!

di Emma Nolde · 2024

1 interpretazione, 4 annotazioni.

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Perché ascoltarla

Dal vivo Emma Nolde l'ha scelta più di una volta per cominciare: a Treviso, a Suoni di Marca, il 14 luglio 2025, era il primo brano in scaletta, e sul suo canale ufficiale c'è una Live Experience suonata con la band, sax e violoncello compresi. Mi sembra una scelta che dice molto: un pezzo che invita a rallentare, usato per partire.

Io la rimetterei il lunedì mattina, quando la settimana comincia già di corsa e il telefono ha deciso l'agenda prima di noi. Dura meno di tre minuti, e in quel poco ti dà il permesso di non vincere nessuna gara. Non toglie la voglia di arrivare, toglie la fretta: è una differenza piccola, ma di lunedì conta parecchio.

Airoldo · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • 22 ottobre 2024
    Il video ufficiale di Pianopiano! è uscito il 22 ottobre 2024 sul canale EmmaNoldeVEVO, quattro giorni dopo il singolo. Lo firma Mòndeis, il duo di registi formato da Asia J. Lanni e Nicola Bussei, e nei crediti della descrizione sono elencate quattordici comparse.
    Fonte: youtube.com
"Piano piano" è un'espressione che di solito si dice a qualcun altro. La dice una madre al bambino che si butta giù per le scale, la dice chi ti aiuta a spostare un armadio, la dice il proverbio che a chi va piano promette di andare sano e lontano. È un freno, un invito alla prudenza, quasi sempre detto da chi sta sopra a chi sta sotto. Emma Nolde la toglie a chi raccomanda e la mette in bocca a chi non vuole correre: la cautela diventa un grido, quasi un coro da stadio di chi rifiuta la gara.

La canzone apre su un lunedì identico a tutti gli altri, una gara a chi arriva prima. Poi viene la riga che per me regge l'intero pezzo:
Chi, come noi, vuole essere diverso
Quindi essere normale
Quel "quindi" è un piccolo scandalo logico. Per molto tempo essere diversi ha voluto dire uscire dal gruppo, farsi notare. Qui, in un mondo dove tutti sono spinti a distinguersi, a salire, a mostrarsi, l'eccentricità vera è la normalità. Non so se sia un paradosso o una semplice constatazione sul nostro tempo, ma mi pare la cosa più acuta del testo.

Poi arrivano le stelle: da una parte chi vuole raggiungerle, dall'altra chi preferisce guardarle. Nella seconda metà del ritornello la frase cambia appena, e quel cambio mi interessa più del ritornello stesso:
E c'è chi, come noi, sta per terra a guardarle
Prima era una preferenza, adesso è una posizione del corpo: sdraiati, la schiena sull'erba. Mi è tornato in mente Leopardi, che nelle Ricordanze contempla le "vaghe stelle dell'Orsa" che brillano sul giardino paterno e intanto chiama "natio borgo selvaggio" il paese in cui è tornato. In lui la provincia è il posto da cui si guardano le stelle perché non si può fare altro. Nolde rovescia il segno: il paese non è una prigione, è il punto da cui lo sguardo arriva più lontano. Del resto, presentando il singolo, lei stessa ha parlato delle cose importanti che sono semplici, piccole, e quasi non si vedono.

Anche il venerdì, nella seconda strofa, non libera nessuno: la fuga del fine settimana è di nuovo una fila ordinata, una coreografia. Chi corre non smette di correre nemmeno quando torna a casa.

Dove la canzone mi convince meno è nella sua geometria. "C'è chi" da una parte, "chi, come noi" dall'altra: il mondo diviso in due squadre, e noi sempre in quella giusta. È un "noi" che consola, ma rischia di essere comodo, e la musica, così luminosa e ballabile, non mette mai in dubbio da che parte stare.

Eppure nel ponte c'è una crepa che salva tutto. "Arriveremo", ripete, e subito dopo: "È solo un'altra strada". Allora alle stelle non si rinuncia: cambia la velocità, non la meta. Mi resta un dubbio che non riesco a sciogliere. Chi guarda le stelle da terra le ha già raggiunte a modo suo, o sta solo rimandando la partenza? Forse la canzone non lo sa nemmeno lei, e per questo ha bisogno di quel punto esclamativo.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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