Non è per sempre

di Afterhours · 1999

1 interpretazione, 4 annotazioni.

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Perché l'ascoltiamo ancora oggi

La rimetto quando qualcuno che conosco resta fermo troppo a lungo: un concorso andato male, un lavoro perso, un anno che non parte. Non serve a rallegrare, serve a dire che lo stallo ha una fine, con una voce che non fa prediche. Nel 2021, a Sanremo, Lo Stato Sociale l'ha scelta per la serata delle cover e ne ha fatto una dedica ai lavoratori dello spettacolo, con teatri, cinema e club chiusi da un anno per la pandemia. Mi è sembrata la prova che la canzone regge anche quando a stare male non è una persona sola ma un intero mestiere. È una canzone da passare a qualcuno, più che da ascoltare da soli.

Airoldo · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • Presentando l'album nel 1999, Manuel Agnelli la definì la canzone più delicata e dolce mai scritta dagli Afterhours. Raccontò di aver cercato la magia delle ballate sinfoniche dei primi anni Settanta, con l'aiuto di riferimenti come Bob Mould e i Replacements, e di averla messa dopo Milano circonvallazione esterna per il contrasto tra la claustrofobia dell'apertura e la sua solarità malinconica.
    Fonte: rockol.it
Comincio dai fiori, perché la canzone comincia da lì.
Dici che i tuoi fiori
Si sono rovinati
Non è una frase da canzone rock, è una frase da pianerottolo, da vicina di casa. Eppure contiene già tutto: qualcuno ha smesso di curare le cose che amava e adesso le guarda seccare, convinto di non esserne capace. Chi canta non lo contraddice subito. Prima gli dà ragione sul mondo: c'è un paese brutto che ti prosciuga, che decide al posto tuo, che ti promette di cambiare e ti lascia uguale.
Il centro, per me, è il titolo. Nella canzone italiana "per sempre" è quasi sempre una promessa d'amore: l'amore che dura, il giuramento sotto casa. Qui la stessa parola viene attaccata al dolore. Niente è per sempre, quindi nemmeno questo star male. È un rovesciamento piccolo e insieme enorme: la caducità, che di solito è la cosa che ci spaventa, diventa l'unica buona notizia disponibile.
Poi c'è il passaggio del fallimento che vale come titolo di studio. Mi fa pensare al fail better di Samuel Beckett in Worstward Ho, ma per contrasto: lì sento un tentativo di ridurre tutto al minimo, non un incoraggiamento a riuscire. Qui invece il fallimento diventa qualcosa da spendere nella vita. Il fallimento non viene consolato, viene promosso: la canzone non ti dice che non è colpa tua, ti dice che adesso sai qualcosa che prima non sapevi, e che quella cosa serve a muoversi.
Il verso che mi resta di più, però, è un altro, più nascosto.
E non è certo il tempo
Quello che ti invecchia
Non sono gli anni a renderti vecchio, ma il rifiuto di ascoltare i segnali che potrebbero cambiarti. La vecchiaia come paura del cambiamento, non come età: a me sembra la cosa più vera della canzone, e anche la più scomoda, perché riguarda chi ascolta più di chi ha i fiori secchi.
Dove mi convince meno è la strofa sul DNA e sul gioco a fare Dio: suona come una paura molto di fine anni Novanta, un bersaglio facile messo accanto a uno vero. E il finale, con quel "non è niente" ripetuto, ha il tono con cui si consola un bambino caduto in cortile. Forse è proprio la scelta giusta: abbassare la voce dopo averla alzata contro tutto. O forse, sotto la dolcezza, c'è qualcuno che sta dicendo a se stesso le stesse cose, e non è ancora sicuro di crederci.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Foto: William Domenichini, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Frasi commentate

Qui trovi le frasi commentate dalla redazione e dai lettori.

  1. Questa nazione è brutta
    Ti fa sentire asciutta
    da Non è per sempre, Afterhours

    La parola che mi ferma è asciutta. È un aggettivo da terra e da piante, e infatti arriva subito dopo i fiori rovinati: il paese viene descritto come un clima, una siccità che non dipende da te ma ti toglie l'acqua. Il...

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  2. Il tuo diploma in fallimento
    È una laurea per reagire
    da Non è per sempre, Afterhours

    Mi piace leggere questa riga come una carriera scolastica. Il diploma viene prima, la laurea dopo: il fallimento non è il punto d'arrivo ma il titolo che ti permette di andare avanti. C'è anche ironia, perché nessuno...

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  3. Puoi finger bene
    Ma so che hai fame
    da Non è per sempre, Afterhours

    Qui la voce cambia distanza e diventa vicinissima. Fingere bene è la difesa di chi sta male: sorridere, dire che va tutto a posto. Ma la fame tradisce. Per me la fame è la parte buona della frase, il segno che il...

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  4. Tutto è efficacia
    E razionalità
    da Non è per sempre, Afterhours

    Sono due parole da riunione aziendale, e stanno dentro una canzone come un corpo estraneo. Mi sembra proprio questo il punto: descrivere un mondo che ragiona solo per risultati, dove ogni cosa deve servire a qualcosa...

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