Mai fermi

di Emma Nolde · 2024

1 interpretazione, 4 annotazioni, letta 5 volte.

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Un verso spiegato, ogni sera

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Perché ascoltarla

Vale la pena ascoltarla quando ci si accorge di aver passato la giornata a rincorrere notifiche: è una canzone che ti mette davanti alla corsa mentre ti fa correre, perché il passo è quello di un pezzo da ballare. Dal vivo lo si sente ancora meglio. Nel concerto di Firenze che a marzo 2025 chiudeva la prima parte del tour di Nuovospaziotempo, Mai fermi stava tra i brani più tirati e carichi di sintetizzatori, insieme a Pianopiano!, e sul canale di Emma Nolde si trova la versione suonata al Primo Maggio di Taranto del 2024.

A me piace proprio questo attrito: ballare una canzone contro la fretta. Si esce dalla canzone un po' più svegli, e magari con la voglia di spegnere qualcosa.

Airoldo · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • 6 giugno 2024
    Il video ufficiale di Mai fermi è diretto e montato da Nicolò Bassetto, con la fotografia di Nicola Cattelan e la produzione di Francesca Nale. È uscito il 6 giugno 2024 sul canale YouTube di Emma Nolde: Mai fermi era il primo singolo con Carosello Records e il primo estratto da Nuovospaziotempo, l'album pubblicato a novembre dello stesso anno.
    Fonte: youtube.com
Eccoti sveglio, benvenuto al mondo

Comincio da qui, da un benvenuto. A chi arriva al mondo di solito si canta una ninna nanna, cioè una canzone che insegna a fermarsi: chiudi gli occhi, dormi, il resto può aspettare. Emma Nolde fa il contrario. Accoglie qualcuno appena sveglio e la prima cosa che gli consegna è un ordine di marcia. Per me Mai fermi è una ninna nanna rovesciata, e il rovescio sta tutto nel ritornello: non c'è niente da cullare, c'è solo da muoversi.

Il punto, credo, è la voce che parla. Non è una voce cattiva: è un adulto stanco che spiega le regole del gioco senza crederci più. Elenca quello che l'uomo vuole, le stelle da raggiungere, le chiese da costruire sempre più alte, l'amore, un figlio, e alla fine chiama tutto questo una giostra. Nolde ha raccontato di aver immaginato di dire queste cose a un bambino che ancora non conosce la realtà in cui sta entrando, e di non volere una vita così pur standoci dentro fino al collo. La forza del pezzo è qui: chi parla non si chiama fuori, non fa la predica da un posto sicuro.

Destinati a correre sul posto
Ma comunque a correre lo stesso

Davanti a questi due versi non riesco a non pensare alla Regina Rossa di Lewis Carroll, in Attraverso lo specchio: nel suo paese bisogna correre più forte che si può per restare nello stesso punto. Carroll ne faceva un paradosso da partita a scacchi; qui il paradosso è diventato un'abitudine. La parola che pesa di più, secondo me, è "comunque". Sappiamo che non si avanza e corriamo lo stesso, perché fermarsi farebbe più paura.

Poi, a metà della seconda strofa, la voce cambia tono. Smette di spiegare e comincia a pregare: salvati almeno tu, chiuditi in casa, chiudi le finestre. È il passaggio che amo di più e insieme quello che mi convince meno. Lo amo perché è l'unico momento in cui l'adulto prova a proteggere invece di istruire. Mi convince meno perché il rimedio somiglia alla malattia: chiudersi è un altro modo di non guardare, e la canzone stessa avverte subito che chi non conosce niente non avrà niente da sognare. Non so se la contraddizione sia voluta. Io la trovo onesta, perché una via d'uscita pulita non esiste, e una canzone che ne inventasse una suonerebbe falsa.

In fondo alla strofa la foresta e il mare dormono, e noi no. È un'immagine semplice, quasi da libro illustrato, e proprio per questo funziona: la natura conosce il riposo, l'unica specie insonne siamo noi. Resta da capire a chi serva davvero questo benvenuto, se al bambino che lo riceve o a chi lo pronuncia, per sentirsi dire almeno una volta che fermarsi si può. Io propendo per la seconda risposta, ma non ne sono sicuro.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

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Frasi commentate

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  1. Muoviti così non pensi
    da Mai fermi, Emma Nolde

    È la riga del ritornello che mi resta addosso, perché è un consiglio e una diagnosi insieme. Detta a un bambino suona come una raccomandazione affettuosa, quasi pratica: tieniti occupato, non stare a rimuginare....

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    da Mai fermi, Emma Nolde

    Fino a qui la voce parlava a un tu, un bambino appena arrivato al mondo. Con questo verso, almeno io lo leggo così, il bambino cambia volto: piccolo me, cioè chi canta quando era piccolo. Il benvenuto diventa una...

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