Lontano

di Sfera Ebbasta · 2026

1 interpretazione, 4 annotazioni.

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Perché ascoltarla

Io la rimetto quando la distanza da casa si fa sentire: il primo anno fuori sede, un lavoro che ti porta in un'altra città, una telefonata ai genitori che finisce troppo presto. Lontano non è una canzone sul lusso, anche se ne è piena: è una canzone su quello che costa andarsene, e su chi resta indietro. Parla a chi è partito per fare qualcosa di sé e si accorge che la strada fatta si misura anche in persone perse.

E per una volta il vincente ammette che potrebbe perdere tutto. Mi piace che la storia del video non si fermi lì: nel novembre 2026 il Cenacolo apre tre giornate speciali, e una è per gli studenti di una scuola di Cinisello Balsamo, la città dove lui è cresciuto. È il modo più concreto di accorciare una distanza.

Dante · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • Per girare il video di Lontano al Cenacolo Vinciano, Sfera Ebbasta ha mandato al direttore Angelo Crespi il testo del brano e lo storyboard. Crespi ha detto che era piaciuto il testo "intimistico, quasi di redenzione". Le due ore di riprese davanti all'Ultima Cena le ha pagate il rapper: oltre diecimila euro di concessione allo Stato.
    Fonte: milano.corriere.it
In questa canzone la parola "lontano" cambia direzione ogni volta che torna. Nel ritornello è la strada fatta: il talento che ti porta lontano, come si dice di chi ce l'ha fatta. Una riga dopo è il conto da pagare, lontano anche dalle persone amate. Io però credo che la chiave stia altrove, in una strofa dove la parola smette di essere un luogo e diventa una cosa che si eredita.
Sono lontano come lo è stato mio padre
Detta così sembra una frase qualunque. Pesa molto di più se si sa che il padre di Sfera Ebbasta lasciò la famiglia quando lui aveva due anni. Allora il paragone non è un'immagine: è un confronto, quasi un'accusa rivolta a se stesso. Il successo lo sta portando proprio dove stava il padre, fuori di casa. E poco più sotto arriva la speranza che, per la vita che fa, la sua ex non lo allontani da Gabriel, il figlio. In pochi versi ci sono tre generazioni, e la distanza passa dall'una all'altra come un vizio di famiglia.

Lo stesso disegno, secondo me, torna nella strofa del quartiere, dove i bambini portano le felpe del fratello più grande: anche lì si cresce dentro qualcosa che ti hanno lasciato (ci torno in una nota). E torna nella chiusa, la frase staccata dal resto che fa eco al titolo dell'album, Purosangue.
Ma una grande linea di sangue
Sopravvive alle generazioni
Qui ammetto di non essere sicuro di dove voglia arrivare. Letta da sola è una frase da stemma di famiglia, fiera: l'oro si ruba, i regni cadono, il sangue resta. Messa in fondo a questa canzone suona anche come un avvertimento. Se quello che si tramanda è il sangue, si tramanda anche la lontananza. Io la sento come il tentativo di rompere la catena, di essere padre in un altro modo e restare. Ma la canzone non lo dice: lo spera.

Anche il ritornello si capisce meglio partendo da quello che lo precede. Qualcuno gli diceva tre cose: pensare di più, parlare di più, fumare di meno. Lui le ha rovesciate tutte e tre, una per una, con una precisione che fa quasi sorridere. È il ritratto di uno che si chiude, e che sceglie il silenzio proprio mentre lo ascoltano tutti.

Poi c'è un dettaglio che non sta nel testo ma lo illumina. Il video lo ha girato davanti all'Ultima Cena di Leonardo, abbracciato al figlio. È la scena in cui Gesù ha appena detto che uno dei suoi lo tradirà, e la seconda strofa dice qualcosa di molto vicino.
Tutto cambia in fretta, adesso mi odiano
Le stesse persone a cui ho voluto bene
Non so se la scelta sia stata pensata così, è una lettura mia. Ma davanti a quella tavola il tradimento degli amici e l'abbraccio di un bambino stanno nella stessa inquadratura, e alla fine la canzone sceglie l'abbraccio.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

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