Summer of '69

di Bryan Adams

1 interpretazione, 4 annotazioni, letta 4 volte.

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Fatti e curiosità

  • Secondo il coautore Jim Vallance, il titolo originario era Best Days Of My Life. Nelle prime bozze quella frase compariva sette volte e summer of '69 solo una. Nell'ultima demo registrata nello studio di casa le occorrenze erano diventate rispettivamente tre e cinque.
    Fonte: jimvallance.com
Di solito un enigma sta nascosto in un verso. Qui sta in un numero, scritto nel titolo e ripetuto fino a diventare un coro: '69. E mi affascina che i due uomini che l'hanno scritta, Bryan Adams e Jim Vallance, ne abbiano dato due letture diverse.

Adams l'ha detto più di una volta. Alla CBS, nel 2008, ha spiegato che molti pensano all'anno, ma che la canzone parla soprattutto di fare l'amore d'estate e che quel '69 è un riferimento sessuale. Vallance, sul suo sito, premette che non può parlare per Bryan, ma per sé rivendica i ricordi di prime band e primi amori: la sua estate del 1969, non una metafora sessuale.

Il primo indizio, per me, è anagrafico. Nell'estate del 1969 Adams aveva nove anni. Il ragazzo che suona la prima chitarra fino a farsi sanguinare le dita, che ha una band con gli amici di scuola e ricorda una promessa sul portico della madre di lei, non coincide con il bambino che Adams era in quell'anno. Io ci sento un ricordo composto: esperienze di età diverse riunite in un'unica voce. Non ho bisogno di stabilire a chi appartenga ogni scena per crederle.

Ecco allora la mia chiave: è la nostalgia di un tempo mai vissuto. Il 1969 qui non è una data, è un luogo del mito dove si mette tutto ciò che è stato bello, anche se è successo un'altra estate. Lo dice il verso che torna come un ritornello dentro il ritornello:
Those were the best days of my life
A me colpisce quel passato: erano. Il protagonista giudica un'intera vita da una chitarra, dagli amici, da una mano stretta. Non perché abbia fatto un inventario di tutti gli anni successivi, ma perché allora gli sembrava che ogni scelta fosse ancora possibile.

E il doppio senso? Nel finale, mentre la musica sfuma, Adams canta "me and my baby" accanto a quel '69, e lì la malizia è evidente. Ma secondo me le due letture non si escludono: la prima estate della musica e la prima estate dell'amore sono la stessa estate, quella in cui si scopre tutto insieme. Adams, in un'intervista a Songfacts, l'ha riassunta così: una canzone semplice sul ripensare all'estate e al fare l'amore.

Io, sotto entrambe le letture, sento la stessa ferita. Jimmy molla, Jody si sposa, il progetto della band si incrina. E quel domandarsi che cosa sia andato storto, ripensando a lei, mi fa sentire anche la distanza da una promessa che sembrava eterna. A metà canzone arriva la frase più vera:
I guess nothin' can last forever
Per questo il ritornello non è allegro come sembra: chi dice che quelli erano i giorni migliori della sua vita sta ammettendo che quelli di adesso non lo sono.

Forse l'enigma non va risolto. Quando un pubblico canta quel numero, gente che nel 1969 non era nata rimpiange un'estate mai vista, e la canzone funziona lo stesso. Il '69 è di chi lo canta: un anno, un gioco, una prima volta. Resto con il dubbio su quale fosse la verità nella stanza in cui l'hanno scritta. Ma su una cosa la canzone ha ragione: i giorni migliori si riconoscono sempre dopo.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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  1. I got my first real six-string
    da Summer of '69, Bryan Adams

    A me colpisce quel real: non basta possedere una chitarra, deve essere quella vera. Ci leggo il momento in cui un ragazzo smette di immaginarsi musicista e prova a diventarlo. Il ricordo parte da un oggetto, non da...

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  2. Jimmy quit, Jody got married
    da Summer of '69, Bryan Adams

    Io sento qui la prima crepa, raccontata senza fare rumore. Uno lascia la band, l'altro si sposa: non serve un tradimento, basta che ciascuno cominci una vita diversa. Il progetto era comune, il futuro non lo e' piu'....

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  3. Ain't no use in complainin'
    da Summer of '69, Bryan Adams

    Qui io sento una voce che si rimette in riga: subito dopo arriva il lavoro da fare. Nell'estate che ricordiamo come libera c'erano dunque anche obblighi e fatica. Mi interessa questo piccolo attrito dentro il ricordo...

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  4. I knew that it was now or never
    da Summer of '69, Bryan Adams

    Io sento due orologi diversi sullo stesso portico. Lei promette di aspettare per sempre, lui sente che bisogna scegliere subito. L'eternita' promessa e l'urgenza vissuta non hanno lo stesso passo. Per me quel gesto...

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