Labirinto

di Luchè · 2026

1 interpretazione, 4 annotazioni.

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Perché ascoltarla

La rimetterei nelle sere in cui un pensiero torna sempre allo stesso punto, come un giro a vuoto. Luchè ha raccontato che la canzone parla dei pensieri ossessivi che girano in testa quando si sta dentro una relazione che fa male, e che il labirinto è il suo modo di dire che da quei pensieri non si riesce a uscire. Ascoltata così non consola e non promette una via di fuga: ti fa compagnia mentre giri. In un'altra intervista ha detto che l'importante è uscirne più consapevoli, ed è questo che mi resta: non serve trovare subito l'uscita, intanto basta accorgersi di esserci dentro. Una canzone da tenere vicina nei giorni in cui capisci che in quel giro a vuoto, in fondo, non sei da solo.

Dante · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • Labirinto è il brano con cui Luchè ha gareggiato per la prima volta al Festival di Sanremo, nel 2026, chiudendo al dodicesimo posto. Uscito come singolo il 25 febbraio 2026, due giorni dopo è entrato nella riedizione digitale dell'album Il mio lato peggiore; nella Top Singoli FIMI della settimana dal 27 febbraio al 5 marzo era all'ottavo posto.
    Fonte: fimi.it
Un labirinto, a pensarci, non ha porte. Ha un ingresso, un'uscita e in mezzo una strada che si perde. Per questo il verso che mi ha fermato in Labirinto arriva quasi alla fine, nel ponte: chi canta dice di aver messo in mano a lei le chiavi dell'uscita. Ma le chiavi servono alle porte chiuse, non ai labirinti. Se c'è una serratura, allora questo non è un labirinto: è una casa da cui nessuno dei due trova il coraggio di uscire.

Le chiavi dell'uscita
Le ho messe nelle mani tue

A me viene in mente Arianna, che nel mito dà a Teseo il filo per uscire dal labirinto del Minotauro e poi viene lasciata da lui, addormentata, sull'isola di Nasso. Qui i ruoli si rovesciano. È lui a consegnare la via d'uscita, ed è lui ad avere paura di restare indietro: il ritornello finisce sempre nella richiesta di non essere dimenticato, anche se lei se ne va. Non so se chi l'ha scritta pensasse davvero al mito; mi pare che la canzone ci giri intorno senza nominarlo.

Una lettera di differenza

L'attacco si regge su un gioco sottile. Lui sa quanto vale un contratto e due righe dopo rimpiange che non siano rimasti in contatto: contratto e contatto si separano per una erre sola, e dentro quella lettera sta tutta la storia. È un uomo che sa firmare ma non sa legarsi, che conosce il valore degli accordi scritti e non quello di una telefonata. E il verbo legare è ambiguo di suo: ci si lega per amore, ma si resta legati anche quando non ci si può più muovere.

Io non so come ci si lega
Ma so bene quanto vale un contratto

Subito dopo la coppia diventa "polvere sui mobili dentro una casa vuota". È l'immagine più immobile della canzone: nessuno è uscito sbattendo la porta, semplicemente nessuno pulisce più. Il labirinto non è fatto di muri alti, è fatto di abitudine.

Nella seconda strofa la canzone cambia stanza. Non parla più di lei ma del mestiere, dell'ego, della corsa. Ed è lì che capisco perché il titolo regge due storie insieme:

Quando non so chi sono, me lo urlano ai concerti

Il nome gridato dal pubblico come risposta alla domanda più privata che ci sia. Fa quasi sorridere e insieme mette paura: un'identità che arriva da fuori si spegne con le luci del palco. Luchè ha detto che il labirinto è una metafora della vita, di una relazione, ma anche del suo cervello, dei pensieri da cui fa fatica a uscire. Io lo prendo alla lettera e ci vedo due labirinti uno dentro l'altro: quello della coppia e quello della testa.

Resta la riga che secondo me tiene in piedi tutto, "in questo labirinto siamo in due". Non è una frase romantica, è una constatazione. In due ci si perde meglio, perché ognuno può pensare che la strada la conosca l'altro. E quando lui ammette che quello che sa di lei "nasconde un po' di me", la mappa della persona amata diventa un autoritratto. Qui non ho una chiave sicura. Forse è l'unico punto in cui il labirinto si fa specchio, e uno specchio, a differenza di una porta, non si apre con nessuna chiave.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

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