Funiculì funiculà

di Luciano Pavarotti, Luigi Denza e Peppino Turco · 1880

1 interpretazione, 4 annotazioni.

Nu passo nc'è! Nu passo nc'è!

Da «Funiculì funiculà» di Luciano Pavarotti, Luigi Denza, Peppino Turco·annotazione di Airoldo

TraduzioneC'è un passo! C'è un passo!

Qui leggo "un passo c'è", non "non c'è un passo": in napoletano "nu" è l'articolo, un, mentre la negazione è "nun". Il verso dice il contrario: dalla terra alla montagna c'è un passo solo. È la promessa della funicolare appena inaugurata, la salita sul vulcano che diventa una cosa da niente, e mi piace che sia ripetuta due volte, come la ripeterebbe un venditore convinto. Per il ragazzo innamorato, però, quel passo è anche un altro: quello che lo separa da Nannina, e che da lassù sembra improvvisamente corto.

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Redazione
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Le altre annotazioni di «Funiculì funiculà» (3)

  • Tirato co la fune, ditto 'nfatto
    Da «Funiculì funiculà» di Luciano Pavarotti, Luigi Denza, Peppino Turco·annotazione di Airoldo

    TraduzioneTirato con la fune, detto fatto

    "Ditto 'nfatto" è il nostro "detto fatto": appena detto, è già fatto. Tirati da una fune si va in cielo. A me colpisce che il verbo sia passivo: chi sale non fa niente, si lascia tirare. La tecnica del 1880, carrozze trainate da cavi d'acciaio e da una macchina a vapore,...

  • Stu core canta sempe nu taluorno
    Da «Funiculì funiculà» di Luciano Pavarotti, Luigi Denza, Peppino Turco·annotazione di Airoldo

    TraduzioneQuesto cuore canta sempre un lamento

    "Taluorno" indica un lamento prolungato, una cantilena insistente che non finisce mai. Il cuore del ragazzo canta sempre la stessa lagna, e la lagna è una frase sola: sposiamoci. Mi piace l'autoironia, perché chi parla sa di essere ripetitivo, quasi noioso, e lo confessa. Ed è...

  • Jamme, jamme 'ncoppa, jamme jà
    Da «Funiculì funiculà» di Luciano Pavarotti, Luigi Denza, Peppino Turco·annotazione di Airoldo

    TraduzioneAndiamo, andiamo su, andiamo, dai

    Parola per parola: "jamme" è andiamo, "'ncoppa" vuol dire sopra, in alto, e "jà" è un'esortazione, come il nostro "dai" o "su". Chi non parla napoletano la canta lo stesso, perché sta tutta nel ritmo. La voce della Treccani su Denza riporta il giudizio di Viviani, storico del...