Te voglio bene assaje

di Roberto Murolo e Raffaele Sacco · 1839

1 interpretazione, 4 annotazioni.

Sicco, peliento e brutto,

Da «Te voglio bene assaje» di Roberto Murolo, Raffaele Sacco·annotazione di Ettore

TraduzioneMagro, pallido e brutto,

"Sicco" è secco, cioè magro, "peliento" pallido, quasi malato. Lui le chiede di guardarlo in faccia e vedere come si è ridotto per colpa sua. Io in questo autoritratto ci sento un mezzo sorriso. Tre aggettivi in fila, l'ultimo il più impietoso, "brutto": è un uomo che esagera la sua rovina per farle venire un rimorso, e un po' lo sa. È la stessa arte di commuovere che ancora oggi riconosciamo in chi, dopo un litigio, fa di tutto perché l'altro lo veda soffrire.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Le altre annotazioni di «Te voglio bene assaje» (3)

  • Io te voglio bene assaje
    Da «Te voglio bene assaje» di Roberto Murolo, Raffaele Sacco·annotazione di Ettore

    TraduzioneIo ti voglio tanto bene

    "Assaje" è il nostro assai, cioè tanto, molto. In italiano "ti voglio bene" lo diciamo ai genitori e agli amici, e per l'amore teniamo "ti amo". In napoletano no: "te voglio bene" è la frase dell'innamorato, ed è più calda, non più tiepida. Io la trovo anche più precisa. Voler...

  • te 'ngrife comm'a jatt'?
    Da «Te voglio bene assaje» di Roberto Murolo, Raffaele Sacco·annotazione di Ettore

    Traduzioneti arruffi come un gatto?

    "'Ngrifarse" è arruffare il pelo, come fa un gatto quando si sente minacciato, e "jatto" in napoletano è il gatto. Il verso intero chiede: perché, quando mi vedi, ti arruffi come un gatto? A me piace moltissimo questa immagine, perché è precisa e quasi buffa. Non dice che lei...

  • Li quarte d'ora sonano
    a uno, a duje, a tre...
    Da «Te voglio bene assaje» di Roberto Murolo, Raffaele Sacco·annotazione di Ettore

    TraduzioneI quarti d'ora suonano all'una, alle due, alle tre...

    È la notte dell'innamorato che non dorme: tutti dormono, lui no, e sente il campanile o l'orologio battere i quarti d'ora. "A uno, a duje, a tre" si può leggere come le ore piccole che passano, l'una, le due, le tre, oppure come i rintocchi dei quarti contati uno per uno. Io...