Signore delle cime

di I Crodaioli e Bepi De Marzi · 1958

1 interpretazione, 3 annotazioni.

Sponsorizzato

Su Instagram

Un verso spiegato, ogni sera

Trenta secondi su una canzone e su come la leggono le persone che la amano, come qui. Ci trovi su @significatocanzone.

Seguici su Instagram

Perché l'ascoltiamo ancora oggi

Ogni anno, all'Adunata nazionale degli alpini, Signore delle cime torna a farsi cantare da tutti. Ma la sua vita vera è lontana dai grandi raduni: è diventata la preghiera funebre degli alpini e di chi va in montagna, quella che un coro intona alla fine di un funerale quando nessuno riesce più a parlare. Nata per un amico solo, oggi è tradotta in più di 130 lingue.

Io credo che la si ascolti ancora perché fa una cosa rara: ti dà le parole quando non le hai. Non serve essere credenti, e nemmeno alpinisti, per sentirla tua. Basta aver perso qualcuno e aver avuto bisogno di dirlo insieme agli altri.

Nina · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • Signore delle cime fu cantato per la prima volta nell'ottobre 1958, alla cerimonia per la posa di una lapide in ricordo di Bepi Bertagnoli, amico di De Marzi travolto da una slavina nel 1951 durante una salita solitaria sul monte Gramolon, in alta Valle del Chiampo.
    Fonte: it.wikipedia.org
Se l'hai sentita, quasi sempre è stato in un momento in cui non avevi nessuna voglia di cantare. Un funerale, una commemorazione, una messa all'aperto con il coro in fondo. Signore delle cime arriva lì, quando le parole normali non bastano più, e tutti la cantano piano, anche chi in chiesa non ci va mai.

Bepi De Marzi l'ha scritta a ventitré anni per un amico morto in montagna. E la cosa che mi colpisce di più, ogni volta, è quello che questa preghiera non chiede. Comincia chiamando Dio, il signore delle cime del titolo, e subito gli dice questo:
un nostro amico, hai chiesto alla montagna.
Nessun perché. Nessuna rabbia. Non c'è "ridacelo", non c'è "come hai potuto". C'è un Dio che ha chiesto e una montagna che ha risposto. Io ci sento un rispetto enorme, quello di chi la montagna la conosce davvero e sa che non è cattiva: è grande, e a volte si prende qualcuno. Chi canta non litiga con il cielo. Parla con lui come si parla a qualcuno che si conosce da tanto.

E allora cosa si chiede, in cambio? Non di riaverlo indietro. Il paradiso, in questa canzone, non è un posto dove finalmente ci si ferma: è un'altra montagna da salire. Chi è morto camminando in salita continua a camminare, solo su sentieri che noi non vediamo. Per me è l'immagine più consolante che una canzone mi abbia dato sul lutto. Non lo pensi fermo, sotto una lapide. Lo pensi in cammino, con lo zaino in spalla, un po' più avanti di te.

C'è un'ultima cosa che mi fa venire i brividi. In tutta la canzone nessuno dice mai "io". È sempre "un nostro amico", "ti preghiamo". Il dolore qui è al plurale, e forse è per questo che è nata per un coro e non per una voce sola. Quando la canti con gli altri non devi trovare da solo le parole giuste: sono già lì, divise tra tutti, e ognuno ne porta un pezzo.

Ti dico la verità: io non la ascolto mai così, per passare il tempo. La tengo da parte, come una cosa preziosa da non consumare. Ma so che il giorno in cui servirà sarà lì, con le sue due strofe semplici, a dire quello che io non saprei dire.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
Rispondi a Nina

Argomenti

Frasi commentate

Qui trovi le frasi commentate dalla redazione e dai lettori.

  1. lascialo andare, per le tue montagne
    da Signore delle cime, I Crodaioli, Bepi De Marzi

    Leggila bene: non è Dio che deve lasciarlo andare, siamo noi. Chi chiede "lascialo andare" sta chiedendo anche a se stesso di aprire la mano. Per me è il centro della preghiera. Nel lutto la cosa più difficile non è...

    Leggi la nota
  2. signora della neve
    da Signore delle cime, I Crodaioli, Bepi De Marzi

    La seconda strofa si rivolge a Maria e la chiama così: signora della neve. E poi le chiede di coprire l'amico con un mantello bianco e soffice. Pensa a cosa vuol dire per uno che in montagna è morto proprio sotto la...

    Leggi la nota
  3. nostro fratello
    da Signore delle cime, I Crodaioli, Bepi De Marzi

    Nella prima strofa era "un nostro amico". Nella seconda, quando lo si affida a Maria, la parola cresce: amico, e poi fratello. Mi colpisce questo piccolo passaggio, perché succede davvero quando perdi qualcuno. Lo...

    Leggi la nota

E per te cosa significa?

Racconta come la leggi tu: cosa dice, cosa ti ricorda, a chi la dedicheresti.

Scrivi la tua interpretazione

Le canzoni più viste di oggi