Romagna mia

di Secondo Casadei · 1954

1 interpretazione, 3 annotazioni.

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Perché l'ascoltiamo ancora oggi

Nel maggio 2023, mentre l'alluvione riempiva di fango strade e case della Romagna, i ragazzi arrivati da tutta Italia a dare una mano l'hanno cantata con le pale in mano. Quel coro spontaneo è finito anche nel messaggio di fine anno del presidente Mattarella, che ha ricordato i giovani che spalavano il fango e cantavano Romagna mia. Nel 2024, per i settant'anni della canzone, sul palco di Sanremo l'ha suonata l'orchestra Santa Balera, musicisti e ballerini giovanissimi, alcuni dei quali erano stati proprio tra quei volontari.

Per questo oggi non la sento più solo come un valzer da sagra. È diventata una canzone per rialzarsi insieme.

Nina · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • Il titolo originale era Casetta mia, dedicato alla casa di Secondo Casadei a Gatteo a Mare. Nel 1954, a Milano, Dino Olivieri, direttore artistico della Voce del Padrone, gli suggerì di chiamarla Romagna mia. Nella prima incisione la cantarono Fred Mariani e Arte Tamburini.
    Fonte: it.wikipedia.org
Te la ricordi la fine delle feste? Le luci ancora accese, l'orchestra che attacca il valzer e tutti, ma proprio tutti, che si prendono sottobraccio per cantare Romagna mia. L'ho sentita partire alle sagre, ai matrimoni, perfino alle due di notte in discoteca. È la canzone della fine della serata, quella che ti fa sentire a casa.

Eppure, se la ascolti con calma, ti accorgi che chi canta a casa non c'è.
Sento la nostalgia d'un passato
Comincia così, da lontano. E guarda bene: non dice nostalgia di un posto, dice di un passato. La casa, la mamma lasciata lì, un tempo che non torna. Chi parla è altrove, di notte, sotto un cielo pieno di stelle, e fa una cosa curiosa: in quella notte stellata canta una serenata.

La serenata, di solito, si canta sotto la finestra di una ragazza. Qui invece è per la casetta lasciata, e subito dopo il nome che arriva è quello della Romagna: la dedica passa da una casa a una terra intera. La ragazza c'è, "la mia bella", ma arriva dopo, ed è dentro il paesaggio, insieme alla campagna. È come se l'amore per una persona e l'amore per un luogo si fossero fusi, e non si potesse più dire dove finisce uno e comincia l'altro.

Ed è qui che, secondo me, sta il trucco che la rende perfetta per la fine delle feste. Quando la serata sta per chiudersi, un po' di nostalgia arriva da sola: è finita, domani si torna alla vita normale. Romagna mia prende quel magone e gli dà un ritmo di valzer. Cantiamo la lontananza stando tutti vicini, stretti sottobraccio, e per qualche minuto la distanza smette di fare male.

Per chi è partito davvero, invece, fa un effetto diverso. Se sei andato via per studiare, per lavorare, per vivere altrove, la senti in un'altra città e ti arriva addosso tutta insieme. Quello che per gli altri è un ballo, per te è una cartolina da casa.

Io la trovo una canzone molto più furba di quanto sembri. Ti fa ballare, ti fa ridere, ti fa sentire parte di una comitiva. E intanto, sotto sotto, ti ricorda che si può ballare anche sulla nostalgia, purché non si balli da soli.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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  1. Romagna in fiore
    da Romagna mia, Secondo Casadei

    Fai caso alla stagione. Chi è lontano non si ricorda la Romagna d'inverno, con la nebbia, ma la vede in fiore. È quello che fa la nostalgia: sceglie il momento più bello e lo tiene fermo. A me piace perché è...

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  2. al casolare
    da Romagna mia, Secondo Casadei

    Il casolare è la casa di campagna, quella dei contadini, in mezzo ai campi. Mi colpisce che il ritorno sognato sia lì, non sulla spiaggia o sul lungomare che oggi associamo alla Romagna delle vacanze. La canzone parla...

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  3. lontan da te non si può star
    da Romagna mia, Secondo Casadei

    "Lontan" e "star", senza la vocale finale, per stare dentro il valzer. Ma la parola che conta, per me, è un'altra: "si". Casadei non scrive "io non posso stare lontano da te". Scrive "non si può", come una regola che...

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