Quanno chiove

di Pino Daniele

1 interpretazione, 4 annotazioni.

E t'astipe pe nun muri'

Da «Quanno chiove» di Pino Daniele·annotazione di Ettore
Astipà, in napoletano, è il verbo delle provviste: si astipa quello che si ripone nello stipo, nella credenza, per quando servirà. Qui la donna astipa se stessa. Mentre la vita le scappa lontano, lei si conserva, si risparmia, come si fa con l'ultima cosa buona rimasta in casa, per non morire. A me sembra uno dei versi più duri della canzone, detto con una parola di cucina. Sopravvivere diventa un lavoro di economia domestica, fatto di rinunce piccole e quotidiane.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Le altre annotazioni di «Quanno chiove» (3)

  • E te sento quanno scinne 'e scale
    Da «Quanno chiove» di Pino Daniele·annotazione di Ettore

    Il primo verbo della canzone non è vedere, è sentire. Prima ancora di comparire, la persona a cui si rivolge è un rumore: passi che scendono le scale. Io mi immagino un palazzo dove le vite degli altri entrano in casa senza chiedere permesso. È una mia scena, non un luogo...

  • L'acqua te 'nfonne e va
    Da «Quanno chiove» di Pino Daniele·annotazione di Ettore

    'Nfonnere vuol dire bagnare. La pioggia qui non è un fastidio da cui ripararsi. Ti arriva addosso, ti inzuppa, e se ne va. Io ci sento una specie di sollievo: per un momento qualcosa la tocca senza chiederle niente, senza giudicarla, e poi la lascia andare. Io immagino un...

  • Tanto l'aria s'adda cagna'
    Da «Quanno chiove» di Pino Daniele·annotazione di Ettore

    Tanto l'aria deve cambiare. Quel tanto è napoletano fino in fondo: non è una speranza ingenua, è una scrollata di spalle che si fa coraggio. Pino Daniele, nella nota sul disco pubblicata sul suo sito, cita proprio questo verso e aggiunge che c'era tanta voglia di cambiare le...