Ma se ghe penso

di Bruno Lauzi, Mario Cappello e Attilio Margutti · 1925

1 interpretazione, 4 annotazioni.

Ti t'ê nasciûo e t'æ parlòu spagnòllo

Da «Ma se ghe penso» di Bruno Lauzi, Mario Cappello, Attilio Margutti·annotazione di Dante

TraduzioneTu sei nato e hai parlato spagnolo

È la frase in cui la lite tra padre e figlio diventa chiara. "Ti" e, nel verso dopo, "mi": tu e io, due pronomi che in genovese si mettono uno di fronte all'altro. Il figlio è nato laggiù e la sua prima lingua è lo spagnolo; il padre è nato "zeneize", genovese, e non molla. Io ci leggo il destino di tante famiglie di emigranti: la stessa casa, due lingue madri. Il padre non rimprovera il figlio, constata che appartengono a due posti diversi.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Le altre annotazioni di «Ma se ghe penso» (3)

  • a pösâ e òsse dôve ò mæ madonâ
    Da «Ma se ghe penso» di Bruno Lauzi, Mario Cappello, Attilio Margutti·annotazione di Dante

    Traduzionea posare le ossa dove ho mia nonna

    Qui il genovese tende una trappola a chi parla italiano. "Madonâ" non è la Madonna: è la nonna. E "pösâ e òsse", posare le ossa, vuol dire farsi seppellire. Il ritornello, che sembra tutto sguardo e paesaggio, finisce quindi su una tomba di famiglia. Secondo me è il verso che...

  • son stanco de sentî señor caramba
    Da «Ma se ghe penso» di Bruno Lauzi, Mario Cappello, Attilio Margutti·annotazione di Dante

    Traduzionesono stanco di sentire señor, caramba

    In mezzo al genovese spuntano due parole spagnole, e non per caso. "Señor" e "caramba", signore e accidenti, sono la lingua dell'America Latina in cui il vecchio vive da trent'anni, ridotta a un intercalare che gli entra nelle orecchie tutto il giorno. A me fa sorridere e...

  • o gh'à formòu torna o so nîo
    Da «Ma se ghe penso» di Bruno Lauzi, Mario Cappello, Attilio Margutti·annotazione di Dante

    Traduzioneci ha formato di nuovo il suo nido

    L'ultimo verso ha un falso amico che mi piace molto. In genovese "torna" non vuol dire "ritorna": vuol dire di nuovo, ancora. "O gh'à formòu torna o so nîo" significa che a Genova si è fatto di nuovo il nido. Ma a un orecchio italiano quel "torna" suona proprio come il...