Odio Questi Giorni

di Glocky · 2024

1 interpretazione, 4 annotazioni.

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Perché ascoltarla

La rimetterei nelle notti in cui hai fatto tardi e non sai se è stata una bella serata o l'ennesima di troppo: è una canzone che non ti chiede di decidere. Glocky viene da Piacenza e della sua città dice di aver portato nella musica "il colore grigio, la malinconia". Qui si sente: sotto la base veloce c'è una tristezza che non diventa mai lamento, e un ritornello che ti resta addosso anche quando la serata è finita.

Vale la pena tornarci anche per capire una generazione. Glocky è nato nel 2004 e racconta gli eccessi della trap senza farli sembrare una festa: qui l'eccesso è stanco, ha sonno e non si diverte più. Se hai un fratello più piccolo che la ascolta in cuffia, è un buon punto da cui cominciare a chiedergli come sta davvero.

Dante · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • 6 novembre 2024
    Odio Questi Giorni è la decima delle dodici tracce di Glocky vs Kiddo, l'album che Glocky ha pubblicato a sorpresa il 6 novembre 2024. Il testo è firmato da Davide Antonio Granelli, il vero nome del rapper; la produzione è di Simo Fre, JAILY e Marshak, e i primi due sono chiamati per nome nella voce che apre il brano.
    Fonte: qobuz.com
C'è una frase buttata lì quasi alla fine, prima dell'ultimo ritornello, che secondo me è la porta d'ingresso di tutta la canzone. Glocky dice "spero ti piaccia". E io non riesco a decidere a chi lo stia dicendo. Alla ragazza della strofa, a chi ascolta, o a sé stesso, come uno che si guarda allo specchio dopo una notte troppo lunga. Questa incertezza, per me, è il centro del pezzo.

Perché Odio Questi Giorni è costruita su due voci che non si mettono d'accordo. La prima strofa si apre con una confessione che non ti aspetti da un pezzo trap, "giovane e perso", e subito dopo arriva il repertorio che conosciamo: la droga chiamata con il nome di una diva, i soldi lanciati nei locali, la macchina di lusso. Io queste immagini non le leggo come vanto puro. Sono messe in fila troppo in fretta, quasi a coprire la frase di prima, e infatti la strofa si incrina su un verso che smentisce tutto lo scintillio:
Non vedo niente, mi sento cieco
Il linguaggio è crudo, a tratti offensivo verso le donne, ma è il lessico del genere, e qui fotografa un mondo in cui le persone diventano cose. Proprio per questo il ritornello stona, nel senso migliore. Dopo tanto disprezzo il tono cambia e diventa quasi tenero:
Io porterò dei fiori, dimmi i tuoi bisogni
Dimmi cosa vuoi, non dormo da giorni
Qui ammetto un dubbio. I fiori si portano a chi si ama, ma si portano anche a chi non c'è più, e in un disco pieno di eccessi la seconda lettura non mi sento di scartarla. Io le tengo aperte tutte e due: è un gesto di cura che arriva da chi non dorme da giorni e forse non sa più bene per chi lo sta facendo.

La seconda strofa porta la parola che secondo me regge il pezzo: rotta. Rotta è la casa da cui viene, rotta è la casa da cui giura di aver tirato fuori questa musica, e "una cosa rotta" è il cuore che qualcuno vorrebbe prendersi. Tre volte in pochi versi, e ogni volta il danno si sposta un po': dalle origini, al lavoro, a sé stesso. Il successo non ripara niente, lo trasloca soltanto in un posto più costoso.

Per questo credo che la canzone vada ascoltata dentro il disco da cui viene, Glocky vs Kiddo. Glocky ha raccontato che quel titolo è un conflitto con sé stessi, un ragionamento sul crescere, che a volte è strano. In questi tre minuti i due si sentono litigare: il personaggio che conta i soldi e il ragazzo che chiede "cosa vuoi", che non dorme. Il ritornello non dà ragione a nessuno dei due. Li tiene insieme con un "ma": odiare e amare gli stessi giorni non è una contraddizione da risolvere, è il modo più onesto che ha per dire com'è la sua vita adesso.

E allora torno a quel "spero ti piaccia". Forse la risposta è che lo dice a tutti insieme. È una canzone che chiede di essere accettata com'è, con lo sporco dentro, da qualcuno che non è ancora sicuro di accettarsi lui per primo. Ma su questo, lo confesso, potrei sbagliarmi.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Frasi commentate

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  1. Sono giovane e perso
    da Odio Questi Giorni, Glocky

    È il primo verso della prima strofa, subito dopo l'intro, e per me è anche la carta d'identità della canzone. Prima dei soldi, delle macchine e delle notti, Glocky mette due aggettivi che non hanno niente di...

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  2. Stai perdendo se cerchi giustizia
    da Odio Questi Giorni, Glocky

    In mezzo all'elenco di lussi c'è questo verso secco, quasi una massima. Lo leggo come la regola del mondo che la canzone racconta: non conta chi ha ragione, conta chi resta in piedi, e chi si aspetta che le cose...

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  3. Odio questi giorni, ma amo questi giorni
    da Odio Questi Giorni, Glocky

    Il verso del titolo è costruito come uno specchio: stesse parole, stessa misura, un solo verbo che si rovescia. A me colpisce il dimostrativo. Non dice "odio la mia vita" o "odio i giorni": dice questi, cioè il...

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  4. Non mi sento la faccia
    da Odio Questi Giorni, Glocky

    Chi ha preso qualcosa di forte conosce questa sensazione: la faccia intorpidita, come se non fosse più tua. Il verso torna due volte di seguito e io ci sento anche un secondo significato, meno fisico. Non sentirsi la...

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