Lettera di San Paolo agli operai

di Virginiana Miller · 2013

1 interpretazione, 4 annotazioni.

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Perché l'ascoltiamo ancora oggi

Il Lingotto ha chiuso come fabbrica nel 1982. La riconversione ne ha fatto un luogo di fiere, negozi e cultura, con una pinacoteca. Un edificio può conservare il proprio nome e cambiare comunità: per me ascoltare questa lettera mentre si attraversa quel luogo significa accorgersi anche delle persone che non si vedono più.

Non occorre aver lavorato alla Fiat per riconoscere la distanza tra uno spazio e la sua memoria. Può succedere davanti a una scuola trasformata, a un cinema chiuso, a un'officina diventata altro. Io riascolto il brano per questo esercizio di attenzione: non chiedere che tutto torni com'era, ma domandarmi chi abitava i luoghi prima di me. La musica può tenere aperta una memoria che una facciata, da sola, non racconta.

Dante · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • Lettera di San Paolo agli operai vinse la Targa Tenco 2014 per la migliore canzone, scritta e interpretata dai Virginiana Miller. In finale c'erano Del suo veloce volo di Battiato e Antony, Il cielo è vuoto di Cristiano De André, L'amore non esiste di Fabi, Gazzè e Silvestri e Sessanta sacchi di carbone di Giacomo Lariccia. Il loro disco Venga il regno era finalista anche come album.
    Fonte: clubtenco.it
  • Nel dicembre 2014 Paolo Talanca definì sul Fatto Quotidiano il testo "abbastanza scontato", con "metafore trite". Rockit pubblicò la risposta in difesa del brano di Simone Marchesi, docente a Princeton e già autore di Traccia fantasma, libro sui Virginiana Miller uscito nel 2005.
    Fonte: rockit.it
Questa canzone è una lettera falsa, e io la leggo come si legge un falso d'autore: cercando dove il falsario ha lasciato le impronte. Nel Nuovo Testamento non esiste una lettera di Paolo agli operai del Lingotto, lontani diciannove secoli da Corinto. Eppure ogni dettaglio della finzione è scelto con cura, e quasi ogni riga nasconde un indizio.

Il primo indizio è il mittente. Nella lettera a Filemone Paolo si presenta come prigioniero. Questa comincia proprio così:
Da una cella dentro un alveare
La cella è una prigione e insieme la celletta di cera di un favo. E in un alveare chi lavora sono le api operaie: secondo me il gioco è voluto. Il prigioniero non sta in una galera, sta in un appartamento di un palazzone nuovo, uno fra mille uguali, e scrive agli operai da operaio fra gli operai. Anche la scelta di Paolo mi sembra significativa: negli Atti degli Apostoli è un uomo che si mantiene con le mani, un fabbricante di tende.

Il secondo indizio è un piccolo furto.
Io credo nel cemento
E costruirò la mia chiesa
Nel Vangelo di Matteo quella promessa non è di Paolo: è di Gesù a Pietro, e al posto del cemento c'era la pietra. Io ci sento un rovesciamento: il Paolo immaginario riprende la promessa di Gesù e la riscrive con il materiale del cantiere. Il fondamento della nuova chiesa è il calcestruzzo dei quartieri nuovi, la fede di quegli anni in un progresso che si poteva colare, misurare, abitare.

Poi arriva il centro della canzone, che per me è una preghiera a due colonne: il Credo della messa e il credo del partito si alternano riga dopo riga, senza che uno dei due prenda in giro l'altro. C'è un uomo che vuole tenere insieme le due chiese in cui è cresciuto. Simone Lenzi, che scrive i testi del gruppo, ha raccontato a Rockit che la si può immaginare cantata da un prete operaio degli anni Settanta, in un'Italia in cui i due grandi contraltari erano la Chiesa e il PCI; e che di quei due è rimasta solo la Chiesa.

C'è un punto che non so sciogliere: quel "credo in te" in mezzo alla litania. Può essere una persona amata, può essere Cristo, può essere chi ascolta. Io lo sento come l'unica riga privata di una lettera pubblica, e preferisco lasciarlo aperto.

L'ultimo indizio è nella chiusa.
Credo che tutto sia compiuto e che tutto sia ormai passato
"È compiuto" è l'ultima parola di Gesù sulla croce nel Vangelo di Giovanni: qui diventa l'epitaffio di un'epoca. E la data della lettera, un Natale con gli auguri per il 1978, rende il congedo più amaro, perché chi ascolta sa che quell'anno porterà il sequestro e l'uccisione di Aldo Moro, una frattura che, nella lettura di Lenzi, chiude le possibilità di incontro fra cattolici e comunisti. Lenzi stesso lega questa canzone ad Anni di piombo, l'altra del disco che guarda a quegli anni. Per me la lettera arriva quando il destinatario non esiste più: resta la voce di chi ci ha creduto davvero, e non si vergogna di dirlo.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

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  1. Operai del Lingotto
    da Lettera di San Paolo agli operai, Virginiana Miller

    Il destinatario ha un indirizzo preciso. Paolo scriveva ai cristiani di una città, a Corinto, a Efeso, a Tessalonica; qui la comunità a cui si rivolge non è una città ma una fabbrica, il Lingotto della Fiat a Torino....

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  2. E nei Pink Floyd
    da Lettera di San Paolo agli operai, Virginiana Miller

    È il verso che mi fa sorridere. Subito dopo il partito, nella stessa professione di fede, entra una band inglese. Io non lo leggo come una battuta contro chi parla: per un ragazzo di quegli anni un disco poteva...

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  3. E in Berlinguer
    da Lettera di San Paolo agli operai, Virginiana Miller

    Nella riga prima c'è Gesù Cristo, in questa il segretario del Partito comunista: due nomi nello stesso respiro. In piccolo è il sogno di quegli anni, l'incontro fra il mondo cattolico e quello comunista che Berlinguer...

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  4. Credo nel cemento disarmato
    da Lettera di San Paolo agli operai, Virginiana Miller

    Il cemento armato è quello dei palazzoni e dei quartieri nuovi; qui perde il suo ferro. Ci leggo due cose insieme, accostabili alla lettura pacifista proposta da Simone Marchesi su Rockit. Il cemento senza ferro mi...

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