Eri solo da incontrare

di Alfa · 2026

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Perché ascoltarla

La riascolterei il giorno in cui qualcuno ti chiede come vi siete conosciuti, e tu ti accorgi che la risposta sta tutta in un dettaglio da niente: un ritardo, una fila sbagliata, un invito accettato all'ultimo momento. Questa canzone dà dignità al caso, e a quel racconto che ogni coppia si ripete senza stancarsi mai.

Ha cominciato a fare il suo lavoro prima ancora di uscire: il 24 ottobre 2026, all'Unipol Forum di Assago, Alfa l'ha cantata quando era ancora inedita e sul finale un ragazzo ha chiesto alla sua fidanzata di sposarlo. Per me è soprattutto una canzone da regalare a qualcuno, più che da ascoltare da soli.

Airoldo · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • Per il video di Eri solo da incontrare, Alfa ha chiesto ai fan di mandargli brevi video in cui raccontare da quanto tempo conoscono una persona speciale. Ne è nato un mosaico di coppie, amici, genitori e figli, e anche persone con il loro cane. Tra loro compaiono Amadeus con Giovanna Civitillo, Fabio Caressa con Benedetta Parodi e Gianmarco Tamberi con la moglie Chiara Bontempi.
    Fonte: ilsecoloxix.it
C'è una piccola regola di grammatica nascosta nel titolo. "Da incontrare" si costruisce come "da fare", "da leggere", "da pagare": è la forma delle liste, delle cose che esistono già e aspettano soltanto il loro turno. In latino c'era una forma apposta, il gerundivo, ed era la forma del dovere. Alfa la mette al passato, "eri", e ne viene fuori un tempo curioso, che a scuola nessuno ci insegna a usare così: un futuro già scritto, guardato da dopo.
Te che eri solo da incontrare
Quel "solo" è la parola che conta. Non dice che lei mancava, dice che era già tutta lì, intera, e che mancava soltanto l'incontro. È un modo di pensare l'amore diverso da quello di tante canzoni, dove l'altro arriva a riempire un vuoto. Qui il vuoto non c'è: c'è una persona compiuta e un appuntamento che nessuno dei due sapeva di avere. La seconda strofa lo dice quasi con le stesse parole:
Ma sembrava che la vita fosse già pronta al tuo arrivo
Mi è tornata in mente una poesia di Wisława Szymborska, Amore a prima vista, dove due persone convinte di essersi appena trovate non sanno che il caso le faceva passare vicine da anni. Szymborska ci mette un sorriso ironico, come se il destino fosse un gioco che i due non hanno visto. Alfa invece non sorride del destino, lo ringrazia, e lascia aperta anche l'altra ipotesi, la coincidenza, senza scegliere. Il nome conta poco: conta che un ritardo, alla fine, abbia avuto un senso.

Dove la canzone mi convince meno è nel contorno. Il mondo che si odia, si invidia e si annoia, l'amore passato di moda, la vita che corre troppo: sono frasi che abbiamo sentito in molte canzoni, e servono più a fare da sfondo scuro che a dire qualcosa di nuovo. Il pezzo è più vero quando resta sulle cose piccole, una stazione, due lancette, un'andata e un ritorno.

E poi c'è l'ultimo ritornello, che sembra uguale agli altri e non lo è. Verso la fine, dove prima tornava il titolo, arriva una riga nuova:
Nel bene e nel male
Tu eri solo da incontrare
Ha il suono di una promessa di nozze. Non è la formula del nostro rito, che dice "nella gioia e nel dolore", ma è uno dei modi in cui rendiamo il "for better, for worse" delle promesse inglesi, quelle che conosciamo dai matrimoni dei film. E cambia il peso di tutto quello che viene prima. L'incontro non è più il punto d'arrivo: diventa l'inizio di un impegno, e la forma del dovere che stava nel titolo si chiude con un voto. Non so se sia un colpo di scrittura voluto. So che una canzone sul caso che finisce con le parole scelte apposta per non lasciare niente al caso mi sembra la sua contraddizione più bella, e forse anche la sua risposta.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

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