La canzone comincia con una lamentela rovesciata. Il treno in ritardo è la cosa che di solito ci fa sbuffare in banchina, e i treni giapponesi sono il paragone che tiriamo fuori quando vogliamo dire che da noi non funziona niente. Qui il confronto si gira: per una volta l'inefficienza è una fortuna. A me piace che l'amore entri da una porta così banale, da un disservizio, e non da un colpo di fulmine. Se quel treno fosse stato puntuale, la canzone non ci sarebbe.
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