Cosa resterà degli anni '80

di Raf · 1989

1 interpretazione, 4 annotazioni.

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Perché l'ascoltiamo ancora oggi

Prova a farla ascoltare a qualcuno che non ha vissuto gli anni Ottanta. Non devi spiegargli prima un decennio: puoi cantarla con lui. Nel 2024 Raf l'ha ripresa in duetto con Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, che ne ha curato anche la produzione. Per me la scelta di due voci suggerisce proprio questo: il ricordo non deve essere tuo per coinvolgerti.

Ti capita con i dischi che mette un genitore in macchina: all'inizio ascolti il suo entusiasmo, poi un giorno sei tu a chiedere di rimetterli. Questa la sceglierei per un viaggio insieme, senza fare una lezione sul passato. Puoi entrarci dalla voce di un altro e finirla cantando anche tu.

Nina · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • Nel 1995 Mina ha inciso la canzone in inglese nell'album Pappa di latte, con il titolo When You Let Me Go e un adattamento di Christian Cappelluti. La musica resta quella di Raf, Giancarlo Bigazzi e Beppe Dati.
    Fonte: it.wikipedia.org
Se la metti a una festa, tutti la cantano con il bicchiere in mano e lo sguardo all'indietro, come si sfoglia un album di foto. A un primo ascolto sembra anche a me così: una canzone sugli anni Ottanta, i jeans, il wind-surf, la pubblicità. Se però la ascolti con calma, in cuffia, dentro puoi sentire una coppia che si sta lasciando.

Rileggi le strofe saltando l'elenco delle mode. Ci sono gli occhi di qualcuno, ci sono le liti per strada, c'è un "io e te". E nella seconda strofa c'è la frase che per me tiene in piedi tutto il resto:
Ora però ci costa il non amarsi più
Non dice che costa amarsi. Dice che costa smettere. È la fatica di chi ha deciso di chiudere e scopre che chiudere pesa più che restare. Gli anni Ottanta, qui, sono anche gli anni di questa storia, e finiscono insieme: il decennio e loro due.

Lo senti bene più avanti:
Ora che siamo alla fine, noi, di questa eternità
Quel "noi" chiuso tra due virgole è piccolissimo e pesa tantissimo. Un decennio non è un'eternità, dura dieci anni e lo sanno tutti. Un amore invece, quando ci sei dentro, sembra davvero eterno. Per me è lì che le due cose si sovrappongono: la domanda del titolo è quella che ti fai alla fine di una relazione, quando metti in fila i ricordi e non sai quali sopravviveranno.

Poi c'è una cosa che mi fa girare la testa ogni volta. La canzone è uscita a febbraio del 1989, quando gli anni Ottanta non erano ancora finiti. Eppure la chiusura dice:
Sembran già degli anni Ottanta
Per noi quasi ottanta anni fa
È nostalgia in anticipo. Hai ancora il decennio addosso e già lo guardi come se fosse lontanissimo, roba di un'altra vita. È la sensazione più vicina a quella che conosciamo adesso: fai una foto a un concerto e mentre la scatti stai già pensando a come la riguarderai. Vivere il presente come se fosse già un ricordo: questa canzone lo raccontava già nel 1989.

Ecco perché per me non parla del passato. Parla del momento preciso in cui qualcosa sta finendo, una storia, un'età, un pezzo della tua vita, e tu ci sei ancora dentro ma lo vedi già da fuori. Non dà una risposta, e fa bene: la domanda torna fino all'ultimo, sempre uguale.

La prossima volta che la canti a squarciagola, prova a pensare a una persona invece che a un decennio. Vedrai che cambia tutto.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

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Foto: Gianmaria™, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Frasi commentate

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  1. Una verità dentro una bugia
    da Cosa resterà degli anni '80, Raf

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    da Cosa resterà degli anni '80, Raf

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    In una foto di gruppo c'è sempre qualcuno che manca: chi la scatta. Qui la domanda è proprio questa. Chi racconterà questi anni, chi deciderà quale immagine resta? Io ci sento anche la coppia della canzone: se ci...

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    Fermati sul verbo, perché è strano. Non dice "non ci sarò più", dice "non sarò esistito": un futuro che cancella il passato. È la paura di non lasciare traccia, di essere dimenticati così in fretta che sarà come non...

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