Addio Lugano bella

di Milva, Pietro Gori e Tradizione popolare · 1895

1 interpretazione, 4 annotazioni.

del tuo Guglielmo Tell

Da «Addio Lugano bella» di Milva, Pietro Gori, Tradizione popolare·annotazione di Airoldo
Guglielmo Tell è l'eroe leggendario della libertà svizzera, il balestriere che si ribella al balivo degli Asburgo. Gori lo rivolge contro il governo che lo espelle: un Paese nato, nel suo racconto, da una ribellione caccia i ribelli. È un argomento da avvocato, e Gori lo era, perché prende la storia dell'avversario e gliela restituisce. A me piace che un anarchico invochi proprio una leggenda nazionale: è il segno che la canzone non vuole offendere gli svizzeri, ma ricordare loro chi dicono di essere.

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Redazione
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Le altre annotazioni di «Addio Lugano bella» (3)

  • o dolce terra pia
    Da «Addio Lugano bella» di Milva, Pietro Gori, Tradizione popolare·annotazione di Airoldo

    "Pia" qui non vuol dire devota. È la terra pietosa, quella che ha avuto pietà di chi scappava e gli ha dato un posto. Il Canton Ticino, nella seconda metà dell'Ottocento, era il rifugio di molti esuli politici italiani, e Gori ci era arrivato inseguito da un processo. Mi...

  • è questa la vendetta
    Da «Addio Lugano bella» di Milva, Pietro Gori, Tradizione popolare·annotazione di Airoldo

    Dopo l'arresto e l'espulsione ci si aspetterebbe una minaccia, e la parola "vendetta" sembra annunciarla. Invece Gori chiede ai compagni che restano un'altra cosa: diffondere "le verità sociali". La parola più violenta del vocabolario politico viene svuotata e riempita di...

  • la guerra agli oppressor
    Da «Addio Lugano bella» di Milva, Pietro Gori, Tradizione popolare·annotazione di Airoldo

    È la seconda metà di un chiasmo che regge tutta la strofa: prima la pace tra gli oppressi, poi la guerra agli oppressori. Gori mette la pace dalla parte dei deboli e la guerra dalla parte dei potenti, e il nemico non è un popolo ma una condizione. Detto vent'anni prima della...