STELLE

di Geolier · 2026

1 interpretazione, 4 annotazioni.

I' vulesse riuscí a nascere ancora pe tené cchiù tiempo cu'tté

Da «STELLE» di Geolier·annotazione di Dante

TraduzioneIo vorrei riuscire a nascere di nuovo per avere più tempo con te

"Tené" qui vale avere, come spesso in napoletano: avere più tempo con te. La cosa che mi ferma è il desiderio scelto. Non chiede di vivere più a lungo, che sarebbe la richiesta normale; chiede di nascere ancora, cioè di ricominciare da capo. Secondo me vuol dire che il tempo passato prima di conoscerla gli sembra perso, e che l'unico modo per averne di più sarebbe rifare tutta la strada, stavolta con lei fin dall'inizio. Poco sopra aveva cantato che la vita si fa corta: questa è la sua risposta.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
Rispondi a Dante

Le altre annotazioni di «STELLE» (3)

  • Forse è overo ca 'o mare se regne ch''e lacreme noste
    Da «STELLE» di Geolier·annotazione di Dante

    TraduzioneForse è vero che il mare si riempie con le nostre lacrime

    Attenzione a "se regne": non viene da regnare, ma da "regnere", che in napoletano vuol dire riempire. Il mare non è governato dalle lacrime, si riempie di lacrime. A me colpisce che il verso arrivi subito dopo quello in cui ognuno ha un modo diverso di soffrire: ognuno piange...

  • Pecché è 'a voce toja ca 'int'â vita mia fa da sottofondo
    Da «STELLE» di Geolier·annotazione di Dante

    TraduzionePerché è la voce tua che nella vita mia fa da sottofondo

    Di solito è la musica a fare da sottofondo alla vita di qualcuno: la radio in macchina, la canzone che passa mentre fai altro. Qui il ruolo si rovescia, e il sottofondo è la voce di lei. Mi sembra un complimento più grande di quanto sembri, detto da uno che con la voce ci...

  • Damme n'atu ricordo che m'astipo 'int'ô core
    Da «STELLE» di Geolier·annotazione di Dante

    TraduzioneDammi un altro ricordo che mi conservo nel cuore

    "Astipà" è uno dei verbi più belli del napoletano: è mettere da parte con cura, come si fa con le cose buone nella credenza per un giorno che servirà. Lui non chiede un momento da vivere adesso, chiede una scorta. Il verso dopo spiega perché: e non sia mai che lei se ne vada...