RIONE DI DOMENICA

di Geolier · 2026

1 interpretazione, 4 annotazioni.

'o tauto nn'tene 'e sacche, nn'tene spazio
Ma ce trase quase cchiù 'e na vita sana e ce rimane ancora spazio

Da «RIONE DI DOMENICA» di Geolier·annotazione di Airoldo

Traduzionela bara non ha tasche, non ha spazio Ma ci entra quasi più di una vita intera e ci resta ancora spazio

"'O tauto" è la bara. La prima riga riprende il vecchio detto per cui l'ultimo vestito non ha tasche: i soldi non te li porti dietro. La seconda lo rovescia con un'immagine che trovo bellissima. Nella bara non c'è posto per le cose, eppure ci entra quasi più di una vita intera, e avanza ancora spazio. Quello che ci si porta via, dice, non sono gli oggetti ma la vita vissuta, e nessuna vita basta a riempirlo. Dopo i diamanti dell'intro, è il modo più asciutto per dire quanto valgono.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Le altre annotazioni di «RIONE DI DOMENICA» (3)

  • Che siente si t'assiente n'attimo?
    Da «RIONE DI DOMENICA» di Geolier·annotazione di Airoldo

    TraduzioneCosa senti se ti assenti un attimo?

    L'intro finisce con una domanda che in italiano perde metà del suo suono. In napoletano "siente" e "t'assiente" sono quasi la stessa parola, una dentro l'altra: senti solo se ti assenti. Prima ci sono i soldi, le collane, i diamanti, poi la famiglia, le tavolate, i tramonti,...

  • I' sparto tutte cose no pecché so' umile
    Ma pecché penzo 'e nn'meretà 'a vittoria
    Da «RIONE DI DOMENICA» di Geolier·annotazione di Airoldo

    TraduzioneIo divido tutto non perché sono umile Ma perché penso di non meritare la vittoria

    Mi colpisce l'onestà di questa correzione. La versione bella sarebbe stata la prima, "divido tutto perché sono umile", e tutti gli avrebbero creduto. Invece Geolier la smonta da solo e ci mette sotto un motivo meno nobile: la generosità come modo di pagare un debito che sente...

  • Criature fanno ll'uommene 'int'ô specchio imitanno 'e criminale
    Da «RIONE DI DOMENICA» di Geolier·annotazione di Airoldo

    TraduzioneBambini fanno gli uomini allo specchio imitando i criminali

    "Criature" in napoletano sono i bambini, e "fare l'uomo" è il gioco di sembrare grandi. Lo specchio è il primo palcoscenico: lì si prova la faccia dura prima di portarla fuori. Geolier non giudica e non spiega, si limita a guardare. Ma conta dove mette il verso, subito dopo la...