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Quando la dittatura è dentro di te
Questa è la riga che per me sposta tutta la canzone. Fino a qui sembra la storia di uno contro qualcosa: un demone, un luogo, un destino. Poi arriva la parola più politica che c'è, dittatura, e invece di indicare un...
Leggi la notaLotti, tradisci e uccidi per ciò che meriti
Tre verbi in fila, sempre più pesanti, e alla fine una parola che li giustifica tutti: meriti. È il lessico di chi si sente in credito con la vita. A me colpisce che non ci sia nessun giudizio esplicito, nessun...
Leggi la notaLiberarti dalla fede e cadere finalmente
Quel finalmente mi sembra la parola più strana della canzone. Cadere di solito è una disgrazia, qui è un sollievo atteso da tempo. Io non la leggo come una frase contro la religione: fede, nel verso, mi pare qualunque...
Leggi la notaTanto è furbo più di noi
Questo nulla, questo niente
Il nulla qui non è un vuoto astratto da filosofi, è un avversario con un carattere: è furbo. Mi piace questa piccola personificazione, quasi da favola, perché toglie solennità all'idea. Dopo aver elencato tutto ciò a...
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