Lettera da lontano

di Enzo Jannacci · 2001

1 interpretazione, 4 annotazioni.

Lettera con troppi diesis e pochissimo cuore

Da «Lettera da lontano» di Enzo Jannacci·annotazione di Ettore

I diesis alzano le note di mezzo tono. Qui, però, non mi sembra una lezione di musica: Jannacci mette la scrittura musicale davanti a una domanda molto più semplice, quanto sentimento riesca a passarci dentro. Io ci sento la bravura che rischia di coprire il sentimento. La frase arriva subito dopo la lettera che sembra una canzone d'amore, e la sento come una correzione in corsa: sembra, ma forse non basta. Mi pare un musicista che si guarda le mani e si mette in guardia da solo.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Le altre annotazioni di «Lettera da lontano» (3)

  • Lettera scritta fuori dai denti
    Da «Lettera da lontano» di Enzo Jannacci·annotazione di Ettore

    Parlare fuori dai denti vuol dire dire le cose come stanno, apertamente, senza reticenze. Jannacci ne fa una lettera e la mette al terzo verso, subito dopo quella da seguire con il dito: prima la fatica di leggere, poi la franchezza. A me piace che la sincerità arrivi così...

  • Lettera per Silvia Baraldini
    Da «Lettera da lontano» di Enzo Jannacci·annotazione di Ettore

    Silvia Baraldini era un'attivista italiana detenuta negli Stati Uniti, al centro di una campagna di solidarietà; nel 1999 fu trasferita in Italia per scontare il resto della pena. Jannacci mette il nome e aggiunge che la lettera non servirà a niente. Io ci sento un gesto...

  • Lettera consegnata a voce
    Da «Lettera da lontano» di Enzo Jannacci·annotazione di Ettore

    L'ultima lettera non si spedisce: si consegna a voce, cioè si canta. È come se Jannacci ci dicesse che tutte quelle di prima erano già canzoni. Il destinatario è il più numeroso di tutti, la gente per bene, e gli aggettivi gentile e normale fanno ridere proprio perché stanno...