Se me lo dicevi prima

di Enzo Jannacci

1 interpretazione, 4 annotazioni.

Che è ancora lì vicino e non ci credi ancora

Da «Se me lo dicevi prima» di Enzo Jannacci·annotazione di Ettore

Tunnel è la parola che usava anche Jannacci quando raccontava dei ragazzi che gli chiedevano aiuto per uscire dalla droga. Qui però il tunnel non è alle spalle, lontano: è ancora lì vicino, lo vedi voltandoti. Io lo sento come uno sguardo da medico, che sa che guarire non è una linea del traguardo. E quel non ci credi ancora, ripetuto riga dopo riga, è la cosa più vera della canzone: chi ne è uscito resta a lungo incredulo, come chi si sveglia e controlla di non sognare.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Le altre annotazioni di «Se me lo dicevi prima» (3)

  • E allora sputa su chi ti eroina
    Da «Se me lo dicevi prima» di Enzo Jannacci·annotazione di Ettore

    A me colpisce questo verbo ricavato da eroina e usato come un verbo transitivo. Non dice chi ti vende l'eroina, dice chi ti eroina, come si dice chi ti inganna o chi ti rovina. In una parola sola la colpa passa da chi si buca a chi lo fa bucare: il ragazzo diventa il...

  • Perché iniettarsi morte
    È ormai anche fuori moda
    Da «Se me lo dicevi prima» di Enzo Jannacci·annotazione di Ettore

    Io sento qui il tentativo di evitare la predica. Jannacci affianca alla morte un argomento apparentemente più leggero, la moda: ciò che si porta e non si porta più. Un argomento che sembra frivolo e invece colpisce dove fa male, nell'orgoglio di chi non vuole essere l'ultimo...

  • Cioè ho capito che quando uno sta male deve arrangiarsi da solo
    Da «Se me lo dicevi prima» di Enzo Jannacci·annotazione di Ettore

    È la conclusione che il ragazzo tira da tutto il dialogo con l'ufficio, e Jannacci gliela fa dire con quel cioè da ragazzo che rimette in ordine i pensieri. Per me è il punto più pericoloso della canzone, più dell'eroina stessa: la solitudine che diventa una regola, imparata a...