Io la leggo con due orecchie. La lira è la vecchia moneta: l'attore spera che stasera venga fuori qualche soldo, che la serata renda almeno quel poco. Ma la lira è anche lo strumento dei poeti antichi, quello di Orfeo, e alzarla fa pensare a un canto che si leva. Io ci sento insieme il conto della cassa e il desiderio dell'arte, senza sapere se il doppio senso fosse voluto. Il mestiere dell'attore sta tutto lì, tra la poesia e la paga della sera.
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