La gatta

di Gino Paoli · 1960

1 interpretazione, 4 annotazioni.

Con una finestra a un passo dal cielo blu

Da «La gatta» di Gino Paoli·annotazione di Airoldo
La soffitta è la stanza più povera della casa, sotto il tetto, fredda d'inverno e calda d'estate. Qui diventa la più vicina al cielo. Mi piace la misura: non "vicino", ma "a un passo", come se dalla finestra si potesse uscire camminando. Chi vive in alto perché non può permettersi i piani buoni riceve in cambio un privilegio che nessun affitto mette in conto. In altre canzoni di Paoli la stanza piccola si apre all'infinito per amore; qui il cielo non è una metafora: è proprio il cielo blu sopra il mare.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Le altre annotazioni di «La gatta» (3)

  • C'era una volta una gatta
    Da «La gatta» di Gino Paoli·annotazione di Airoldo

    È l'attacco delle fiabe, e non credo sia un caso. Le fiabe cominciano con "c'era una volta" per arrivare a "vissero felici e contenti": la felicità sta in fondo, come un premio. Qui l'ordine è rovesciato. Il "c'era una volta" contiene già la parte felice, e il presente arriva...

  • Tutto è cambiato, non abito più là
    Da «La gatta» di Gino Paoli·annotazione di Airoldo

    La riga dice due volte la stessa cosa, e la dice subito dopo il verso che l'aveva già annunciata. Io ci sento qualcuno che si ripete una notizia per convincersene, come capita dopo un trasloco, quando le gambe ti portano ancora verso la vecchia strada. "Là" indica un posto...

  • Ma io ripenso a una gatta
    Da «La gatta» di Gino Paoli·annotazione di Airoldo

    All'inizio era "una gatta" perché si apriva una fiaba. Qui, quando torna nel ricordo, resta "una gatta", con l'articolo indeterminativo, senza nome. Mi colpisce: di solito chi rimpiange un animale lo chiama per nome, lo rende unico. Questa gatta invece resta una qualunque,...