La collina dei ciliegi

di Lucio Battisti · 1973

Traccia 1 di 8 dell'album Il nostro caro angelo

1 interpretazione, 4 annotazioni.

Planando sopra boschi di braccia tese

Da «La collina dei ciliegi» di Lucio Battisti·annotazione di Airoldo
Qualcuno ci vide il saluto romano, e il verso è rimasto addosso a Battisti come un indizio. Mogol, al Corriere della Sera nel 2005, ha chiamato "sciocchezze" le voci su un Battisti fascista e ha spiegato che le braccia levate sulla copertina di un loro disco erano "un'invocazione da coro di tragedia greca". Io ci vedo una folla guardata dall'alto: tante braccia alzate che, da lassù, sembrano alberi. Non un saluto ma una richiesta rivolta al cielo. E chi plana sopra quel bosco ha già raggiunto il punto che quelle braccia cercano di toccare.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Le altre annotazioni di «La collina dei ciliegi» (3)

  • Troppo spesso la saggezza è solamente la prudenza più stagnante
    Da «La collina dei ciliegi» di Lucio Battisti·annotazione di Airoldo

    È il verso che somiglia di più a un aforisma, e infatti la gente lo cerca da solo. Mogol non se la prende con la saggezza, se la prende con la sua imitazione: la prudenza che non si muove più. "Stagnante" è una parola che viene dalle paludi, non dai libri di morale, e porta...

  • Come un colombo intorno a un pallone frenato
    Da «La collina dei ciliegi» di Lucio Battisti·annotazione di Airoldo

    Il pallone frenato non è un pallone da calcio: è un aerostato trattenuto a terra da un cavo, come quelli che si usavano per osservare dall'alto. Sale, ma solo fin dove la fune lo lascia andare. Per me è l'immagine esatta della tradizione nominata nel verso prima: sembra volare...

  • Ora figli dell'immensità
    Da «La collina dei ciliegi» di Lucio Battisti·annotazione di Airoldo

    Arriva subito dopo "Se chiudi gli occhi un istante", e il paradosso mi piace: l'immensità si vede a occhi chiusi. La parola decisiva per me è "figli". Non padroni dell'immensità, non conquistatori dello spazio: figli, cioè gente che ne viene e le appartiene. Nessuno possiede...