L'albero delle noci

di Brunori Sas · 2025

1 interpretazione, 4 annotazioni, letta 6 volte.

Perché conosco il sogno del faraone

Da «L'albero delle noci» di Brunori Sas·annotazione di Airoldo

Il sogno è quello della Genesi: il faraone vede sette vacche grasse divorate da sette vacche magre, e Giuseppe gli spiega che a sette anni di abbondanza seguiranno sette anni di carestia. Chi canta non riesce ad abituarsi alla felicità perché sa che dopo gli anni buoni vengono quelli cattivi. Ma nella Bibbia quel sogno non serve a disperarsi: serve a mettere da parte il grano. Mi chiedo se Brunori non intenda anche questo, che la paura può diventare cura, provvista per quando servirà.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
Rispondi a Airoldo

Le altre annotazioni di «L'albero delle noci» (3)

  • Io come sempre canguro fra il passato e il futuro
    Da «L'albero delle noci» di Brunori Sas·annotazione di Airoldo

    Il canguro mi sembra la scelta più spiritosa e più tenera della canzone. Mi fa pensare ai salti, ma anche al piccolo che la madre porta nel marsupio: un'immagine di movimento e protezione insieme. Brunori si vede così: un uomo che avanza a balzi fra quello che è stato e quello...

  • Faccio partite doppie persino col mio cuore
    Da «L'albero delle noci» di Brunori Sas·annotazione di Airoldo

    La partita doppia è il metodo della contabilità in cui ogni operazione si scrive due volte, in dare e in avere, perché alla fine il conto torni. Brunori ha studiato economia e ha raccontato che quel modo di guardare le cose gli è rimasto. Qui lo rivolge contro se stesso: anche...

  • Sono cresciuto in una terra crudele dove la neve si mescola al miele
    Da «L'albero delle noci» di Brunori Sas·annotazione di Airoldo

    Io ci leggo la Calabria, dove Brunori è nato ed è rimasto a vivere, anche se il testo non la nomina. Una terra dove convivono la neve delle montagne e la dolcezza del miele, cioè la durezza e la tenerezza nello stesso piatto. Il verso apre la strofa più scura: subito dopo...