Io ci leggo la Calabria, dove Brunori è nato ed è rimasto a vivere, anche se il testo non la nomina. Una terra dove convivono la neve delle montagne e la dolcezza del miele, cioè la durezza e la tenerezza nello stesso piatto. Il verso apre la strofa più scura: subito dopo arrivano le persone buone con la corona di spine e la vita che si spezza per un pezzo di pane. È il ritratto di un posto che ti insegna presto il dolore, e proprio per questo ti rende sospettoso davanti alla gioia.
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