I matti

di Francesco De Gregori · 1987

Traccia 8 di 9 dell'album Terra di nessuno

1 interpretazione, 4 annotazioni.

come stelle cadenti, nel mare della Tranquillità

Da «I matti» di Francesco De Gregori·annotazione di Airoldo

Il nome mi porta al Mare della Tranquillità, sulla Luna: è la regione dove nel 1969 allunò l'Apollo 11, un mare senza acqua. Non mi serve la maiuscola di una trascrizione per leggere questo richiamo. Nella canzone quel luogo lontanissimo diventa l'approdo di persone che camminano accanto a una ferrovia. Io ci sento una distanza che non si misura in chilometri. E tranquillità, qui, mi suona ambigua: può essere pace, ma anche il sollievo di chi non vuole essere disturbato dalla sofferenza altrui.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Le altre annotazioni di «I matti» (3)

  • I matti vanno contenti, tra il campo e la ferrovia
    Da «I matti» di Francesco De Gregori·annotazione di Airoldo

    Il primo verso mette i matti in un luogo preciso, e non è un luogo qualsiasi. Tra il campo e la ferrovia c'è quella striscia che non è più campagna e non è ancora città: scarpate, erba alta, recinzioni, il posto dove finisce il paese. Una terra che non appartiene a nessuno,...

  • A caccia di grilli e serpenti
    Da «I matti» di Francesco De Gregori·annotazione di Airoldo

    È un gioco da bambini d'estate, cercare grilli nell'erba e bisce lungo i fossi, e qui lo fanno degli adulti. Mi piace che De Gregori non lo spieghi: lo mette lì, e lo ripete, come si ripete un gesto ossessivo. Poi c'è il modo di dire, avere grilli per la testa, cioè idee...

  • I matti non hanno il cuore o se ce l'hanno è sprecato
    Da «I matti» di Francesco De Gregori·annotazione di Airoldo

    Qui sento la voce di chi racconta inciampare. Parte con la frase fatta, quella che si dice al bar, e a metà verso si corregge, come chi si accorge di averla detta grossa. Ma la correzione è forse più amara dell'accusa. Sprecato non vuol dire vuoto: vuol dire che c'è, e che non...