"Alluccà" è gridare, "scetà" è svegliare. Il verso dopo completa il ritratto: se rideva, la città si calmava. Lui la descrive come una persona che cambia l'aria intorno a sé, nel bene e nel male, con un volume tutto suo. Per me è il contrario esatto della fotografia sfocata di poco prima: in uno scatto non è riuscito a tenerla ferma, a parole invece ci riesce benissimo. Sta tutta lì, in due righe, rumorosa e viva.
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