Emanuele e Andrea

di Geolier e Shiva · 2026

1 interpretazione, 4 annotazioni.

E mo ca tu sî n'idolo, ma nn'te ne fotte d'essere n'idolo pe figlieto sulo

Da «Emanuele e Andrea» di Geolier, Shiva·annotazione di Dante

TraduzioneE ora che tu sei un idolo, ma non te ne frega di essere un idolo se non per tuo figlio

"Figlieto" è tuo figlio, con il possessivo attaccato al nome come fa il napoletano. Per me qui la canzone risponde prima ancora di fare la domanda: di tutti quelli che ti guardano come un idolo, l'unico sguardo che conta è quello di casa. Ed è il primo nome nuovo del testo, ma non è un nome d'arte: per un figlio sei papà, e quel titolo nessuna casa discografica lo può comprare. Mi colpisce che sia Emanuele a dirlo al posto di Andrea, come chi conosce l'amico meglio di quanto l'amico si conosca.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Le altre annotazioni di «Emanuele e Andrea» (3)

  • Sì, frà, 'o tengo 'o motivo, i' songo nu mulino
    E 'sta ggente è ll'acqua ca me mantene vivo
    Da «Emanuele e Andrea» di Geolier, Shiva·annotazione di Dante

    TraduzioneSì, fratello, ce l'ho il motivo, io sono un mulino e questa gente è l'acqua che mi tiene vivo

    Andrea gli ha appena chiesto se ha ancora un motivo, ed Emanuele risponde con l'immagine più antica di tutto il testo: un mulino ad acqua gira solo finché il fiume gli porta la corrente. Secondo me è anche una risposta sul nome: Geolier esiste perché la gente lo ascolta, come...

  • Nu principe nun sarà maje nu re pecché nun ha maje fatto 'a vita 'a cuntadino
    Da «Emanuele e Andrea» di Geolier, Shiva·annotazione di Dante

    TraduzioneUn principe non sarà mai un re, perché non ha mai fatto la vita da contadino

    Qualche riga prima Andrea ha detto che le loro città li hanno incoronati, e che di solito il re è un uomo cattivo. Emanuele resta dentro la stessa favola ma la rovescia: la corona vera non si eredita, si guadagna sapendo che cos'è la fatica. Io la leggo così: chi nasce...

  • E sto a ll'ultimo piano e, si me jetto abbascio, nn'me schianto
    Da «Emanuele e Andrea» di Geolier, Shiva·annotazione di Dante

    TraduzioneE sto all'ultimo piano e, se mi butto giù, non mi schianto

    Viene subito dopo "Ma i' so' cresciuto là" (ma io sono cresciuto là), e secondo me le due righe vanno lette insieme. L'ultimo piano è il successo, il punto più alto da cui si guarda giù. Ma chi è cresciuto in basso ha già imparato a cadere, e la caduta non lo rompe. La sento...