Canzone per te

di Sergio Endrigo · 1968

1 interpretazione, 4 annotazioni.

La solitudine che tu mi hai regalato
Io la coltivo come un fiore

Da «Canzone per te» di Sergio Endrigo·annotazione di Ettore
Il verbo che conta è "regalato". Di solito la solitudine te la lasciano, te la infliggono; qui lei l'ha regalata, come si regala una cosa a cui si tiene. E un regalo non si butta via. Così lui fa l'unica cosa che si fa con una pianta ricevuta in dono: la mette sul davanzale e la innaffia. È l'ultimo oggetto che viene da lei, e curarlo è un modo per restarle fedele anche adesso. Non c'è autocommiserazione: c'è la pazienza di un giardiniere.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Le altre annotazioni di «Canzone per te» (3)

  • Chissà se finirà
    Da «Canzone per te» di Sergio Endrigo·annotazione di Ettore

    Tre parole, e manca il soggetto. Che cosa dovrebbe finire? La solitudine appena coltivata, il dolore, oppure quell'amore che poco prima "non sa morire"? Io credo tutte e tre insieme, perché per lui sono diventate la stessa cosa. E il "chissà" non è disperato: è il tono di chi...

  • Ma oggi devo dire che ti voglio bene
    Da «Canzone per te» di Sergio Endrigo·annotazione di Ettore

    Due parole fanno tutto il lavoro. "Oggi": domani forse sarà diverso, ma lui parla solo di adesso, senza promesse. E "devo": non vorrei, non posso fare a meno, devo, come un debito da pagare o una verità da confessare. Poi c'è la scelta di "ti voglio bene" invece di "ti amo",...

  • Per questo canto e canto te
    Da «Canzone per te» di Sergio Endrigo·annotazione di Ettore

    Il titolo dice "per te", come una dedica scritta sulla prima pagina di un libro. Qui invece la preposizione sparisce: "canto te". Lei non è più soltanto la persona a cui la canzone è rivolta, è diventata la materia stessa della canzone. Le cose che una volta le diceva a voce...