VELENO

di Tananai · 2024

1 interpretazione, 4 annotazioni.

Anche d'estate con te tremo

Da «VELENO» di Tananai·annotazione di Airoldo
Il tremito d'amore è un'immagine antichissima. Saffo, in un frammento famoso, descrive quello che le succede davanti alla persona amata come i sintomi di una malattia: un fuoco sottile sotto la pelle, il sudore, il tremore che prende tutto il corpo. Tananai non la cita, e non serve. Ma il verso funziona allo stesso modo, come un sintomo: tremare d'estate vuol dire avere la febbre. È l'effetto del veleno del titolo, descritto da chi lo sente già in circolo.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Le altre annotazioni di «VELENO» (3)

  • Io e te non ci siamo mai visti
    Da «VELENO» di Tananai·annotazione di Airoldo

    Lui tenta la frase più vecchia del mondo, "dov'è che ci siamo già visti?", e lei la smonta con una risposta secca. Mi piace che la canzone giri tutta intorno al verbo vedere. Si comincia con due sconosciuti che fingono di essersi già visti e si arriva, una strofa più in là,...

  • Sono solo i poveri cristi
    Da «VELENO» di Tananai·annotazione di Airoldo

    "Poveri cristi" è un modo di dire popolare, pieno di compassione: gli sventurati, quelli a cui la vita non fa sconti. Qui sono quelli che ci credono, e la frase resta volutamente sospesa: credono alla scusa dell'incontro, agli occhi tristi, all'amore in generale? Io la sento...

  • È compito degli scacchisti
    Da «VELENO» di Tananai·annotazione di Airoldo

    So che a qualcuno questo verso sembra strano, quasi buttato lì. A me pare preciso. Lo scacchista vince perché prevede la mossa dell'altro, e per prevederla deve continuamente pensare a cosa pensa l'avversario. Preoccuparsi del giudizio degli altri è lo stesso esercizio:...