Quel bar

di Ariete · 2019

1 interpretazione, 4 annotazioni.

E penso alla fortuna che ho incontrato a vederti in quel bar

Da «Quel bar» di Ariete·annotazione di Airoldo
La grammatica qui è un po' storta, e secondo me è il bello della frase. Di solito si incontra una persona, non la fortuna. Ariete invece mette la fortuna al posto dell'altro: quello che ha incontrato davvero non è chi sta al bar, che nemmeno la guarda, ma la sorte di averlo visto. È un modo di consolarsi molto giovane e insieme molto saggio: se l'incontro non c'è, si può almeno essere grati per la coincidenza.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Le altre annotazioni di «Quel bar» (3)

  • Ti ho visto spesso, ma non è lo stesso per te
    Da «Quel bar» di Ariete·annotazione di Airoldo

    Qui la canzone gioca su due sensi di "lo stesso". Il primo è semplice: io ti ho visto spesso, tu no, e la frequenza sta tutta da una parte. Ma c'è un'altra lettura, che a me piace di più: vedere qualcuno non è la stessa cosa per chi guarda e per chi è guardato. Per chi guarda...

  • Posso guardarti anche per un anno e non vorresti me
    Da «Quel bar» di Ariete·annotazione di Airoldo

    È il verso in cui la timidezza si guarda allo specchio. Un anno è tanto, e dirlo così, senza vergogna, è quasi una confessione di pazienza. Ma il tempo non sposta niente: lo sguardo non accende il desiderio dell'altro, non funziona come un incantesimo. Io ci sento una lucidità...

  • Quanti cani o sogni accesi hai
    Da «Quel bar» di Ariete·annotazione di Airoldo

    Mi fermo su quella "o". Cani o sogni, come se si potessero contare allo stesso modo e stare nella stessa risposta. È il catalogo di chi vuole sapere tutto di qualcuno e non ha ancora deciso cosa conti di più, la vita di tutti i giorni o quella immaginata. E poi l'aggettivo,...