Punto di vista

di Emma Nolde e Niccolò Fabi · 2024

1 interpretazione, 4 annotazioni.

È il giudizio del mio tribunale
Che mi ammanetta e non mi fa rischiare

Da «Punto di vista» di Emma Nolde, Niccolò Fabi·annotazione di Airoldo

La metafora è giudiziaria fino in fondo: giudizio, tribunale, manette. Ma il tribunale è "mio", e allora giudice e imputato sono la stessa persona. Mi viene in mente Il processo di Kafka, dove la corte è dappertutto e da nessuna parte; qui invece ha un indirizzo preciso, dentro la testa di chi parla. Non è il mondo a vietargli di rischiare, è la sua sentenza preventiva: si condanna prima ancora di aver sbagliato, e la condanna è restare fermo.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Le altre annotazioni di «Punto di vista» (3)

  • Quello che ti fa paura
    Alla fine è sempre solo
    Un punto di vista
    Da «Punto di vista» di Emma Nolde, Niccolò Fabi·annotazione di Airoldo

    Vale la pena guardare dove cade l'a capo. Letta da sola, la riga di mezzo dice un'altra cosa: quello che ti fa paura alla fine è sempre solo, cioè ti lascia solo. Poi arriva la riga dopo e corregge, "un punto di vista", e la paura si ridimensiona. A me piace pensare che le due...

  • Le persone che si camminano addosso
    Da «Punto di vista» di Emma Nolde, Niccolò Fabi·annotazione di Airoldo

    Il verbo è usato in modo un po' storto, e per questo resta. Di solito ci si viene addosso, ci si pesta i piedi; qui le persone si camminano addosso, come se la folla fosse un solo corpo che si calpesta da sé. È una scena vista dall'alto, dal letto sospeso: da lassù il traffico...

  • Fidarsi del vento, senti che bello
    Da «Punto di vista» di Emma Nolde, Niccolò Fabi·annotazione di Airoldo

    Il vento è il contrario esatto del binario che arriverà più avanti: il binario ti dice dove andare, il vento no. Fidarsene vuol dire accettare di non scegliere la direzione. E poi c'è quel "senti che bello", così parlato, quasi una gomitata a un amico che non ci crede. Subito...