Pillole

di Ariete · 2020

1 interpretazione, 4 annotazioni.

Vorrei scappare dal dolore come scappo dalla scuola

Da «Pillole» di Ariete·annotazione di Airoldo
Questo verso mi riporta con i piedi per terra, perché ricorda quanti anni ha chi canta. Il paragone non è con una fuga da romanzo, ma con la più quotidiana delle diserzioni: saltare la scuola. Lo trovo onesto e un po' amaro. Dalla scuola si scappa davvero, basta non entrare; dal dolore no, e il verso lo sa. Accostare le due cose dice tutta l'ingenuità e insieme la lucidità di chi scopre che certe assenze non si giustificano con una firma sul libretto.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Le altre annotazioni di «Pillole» (3)

  • Se salgo sulla metro, lascio un posto vuoto anche per te
    Da «Pillole» di Ariete·annotazione di Airoldo

    È il gesto più piccolo della canzone, e secondo me il più tenero. Sulla metro i posti si contendono, nessuno ne lascia uno libero per un fantasma. Lei invece sì: tiene occupato lo spazio di chi non c'è, come si apparecchia ancora per due dopo una partenza. Mi colpisce...

  • Vorrei tornare all'anno scorso e chiuderlo in tante catene
    Da «Pillole» di Ariete·annotazione di Airoldo

    Il desiderio di tornare indietro è vecchio quanto le canzoni d'amore, ma qui c'è un dettaglio che lo rende strano: non basta tornarci, l'anno scorso va legato. Le catene di solito servono a impedire una fuga. Io ci leggo la paura che anche il ricordo scappi, che il tempo...

  • E più ti penso e meno penso a me
    Da «Pillole» di Ariete·annotazione di Airoldo

    Nel ponte la canzone smette per un attimo di girare intorno all'altra e guarda dentro. È una legge semplice, quasi un'equazione: il pensiero dell'assente cresce e intanto toglie posto a sé. Il verso continua nella riga dopo: quello che non riesce più a pensare è come stare...