Paparazzi

di Cesare Cremonini · 2026

1 interpretazione, 4 annotazioni.

Volevo fare la popstar, ma sono Diletta Leotta

Da «Paparazzi» di Cesare Cremonini·annotazione di Nina
È il verso che attira subito l'attenzione, e capisco perché: al primo ascolto fa ridere. Io però ci sento una confessione travestita da battuta. La popstar è chi viene ascoltato per la musica. Il nome che segue, per come lo usa la canzone, sta per chi viene guardato, raccontato, fotografato. Non è un attacco a lei: lo ha chiarito lo stesso Cremonini, dicendo di averle preso in prestito un'icona. È il ritratto di chi voleva essere sentito e si ritrova soltanto visto.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Le altre annotazioni di «Paparazzi» (3)

  • Lo sai che la verità è una bugia più grossa
    Da «Paparazzi» di Cesare Cremonini·annotazione di Nina

    Questa frase mi è rimasta addosso più del ritornello. Non dice che la verità non esiste. Dice che quella che circola è la versione che ha vinto, la bugia abbastanza grande da coprire le altre. Chi finisce sui giornali lo sa: smentire serve a poco, perché la storia più grossa...

  • Però la foto era mossa
    Da «Paparazzi» di Cesare Cremonini·annotazione di Nina

    Arriva subito dopo il tu che è stato beccato una volta, ed è la riga che preferisco. La prova c'è, ma è sfocata. È quello che succede con il pettegolezzo: un'immagine incerta basta a costruire una storia, e nessuno controlla se i contorni sono nitidi. Mi piace anche il dubbio...

  • Che scrivi ai paparazzi e a me non parli più
    Da «Paparazzi» di Cesare Cremonini·annotazione di Nina

    Qui il tu cambia ruolo. Prima credeva ai paparazzi, adesso gli scrive. Basta un verbo e chi stava a guardare diventa fonte, un pezzo del meccanismo. A me fa pensare ai messaggi che mandiamo agli altri su una persona invece che alla persona, agli screenshot girati, alle storie...