Ghino di Tacco era un brigante del Duecento che dalla rocca di Radicofani assaltava i viaggiatori, e che Boccaccio nel Decameron dipinge come un bandito gentiluomo. Bettino Craxi aveva adottato quel nome per firmare i suoi articoli sull'Avanti!, rispondendo a Scalfari che glielo aveva affibbiato con disprezzo. Riondino lo chiama così e basta. Il soprannome scelto con orgoglio si rovescia: in una canzone sulle tangenti, il brigante gentiluomo torna a essere soprattutto un brigante, e Martelli gli va dietro.
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