Duemilaminuti

di Mara Sattei · 2023

1 interpretazione, 4 annotazioni.

Ma soltanto un posto che avevi creato per me

Da «Duemilaminuti» di Mara Sattei·annotazione di Airoldo
La prima volta la canzone dice che non era amore ma "un gioco"; la seconda volta la stessa frase finisce su "un posto". Il cambio di una parola mi pare enorme. Un gioco si può ancora prendere alla leggera, un posto invece si abita, ha muri e porte, e qualcuno l'ha costruito per tenerti dentro. Capire che era un recinto, e non un amore, è il passo che separa il dolore dalla possibilità di uscirne.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Le altre annotazioni di «Duemilaminuti» (3)

  • Ti chiamerei anche se non prende
    Da «Duemilaminuti» di Mara Sattei·annotazione di Airoldo

    La canzone comincia con un condizionale, e il condizionale dice già tutto. Non "ti chiamo", ma "ti chiamerei": è la disponibilità totale di chi ama così, pronta anche quando non serve, anche quando il telefono non ha campo e la chiamata non arriverà mai. Mi colpisce che il...

  • A piedi scalzi sulla neve
    Da «Duemilaminuti» di Mara Sattei·annotazione di Airoldo

    È l'unica immagine davvero fisica della prima strofa, e la trovo più dura di quanto sembri. Camminare scalzi sulla neve è una prova che si fa per dimostrare qualcosa, una promessa da fiaba: per te sopporterei anche questo. Ma il freddo, a lungo, non si sente più, e qui sta il...

  • mi dicevi che la colpa era la mia
    Da «Duemilaminuti» di Mara Sattei·annotazione di Airoldo

    In mezzo all'alcol e ai momenti distrutti, questa è la frase che mi pare il cuore della seconda strofa. La violenza non comincia dai lividi, che arrivano due righe dopo: comincia da qui, dal rovesciamento della colpa ripetuto "ogni volta" finché diventa normale. È il...