Cose che dimentico

di Cristiano De André · 1994

1 interpretazione, 4 annotazioni.

un dolore uguale al mio

Da «Cose che dimentico» di Cristiano De André·annotazione di Airoldo
Di solito chi ama vorrebbe risparmiare il dolore all'altro. Qui succede il contrario: c'è un amore che ha chiesto di condividerlo, di soffrire alla pari. Io la sento come la forma più esigente di vicinanza, quella che non consola dall'esterno ma si mette sullo stesso letto. E infatti subito dopo arriva l'unica promessa della canzone, non voler mai dire addio. Non ne sono sicuro, ma credo che sia questa la cosa che chi canta non dimentica davvero.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Le altre annotazioni di «Cose che dimentico» (3)

  • tra le stelle e il marciapiede
    Da «Cose che dimentico» di Cristiano De André·annotazione di Airoldo

    Mi piace la misura di questo amore: sta alla finestra, cioè a metà strada, né in alto né in basso. Sopra ci sono le stelle, sotto il marciapiede, e la finestra è il punto da cui li vedi tutti e due senza toccarne nessuno. Lo leggo come l'amore di chi è chiuso dentro e guarda...

  • un'identica fortuna
    Da «Cose che dimentico» di Cristiano De André·annotazione di Airoldo

    La parola fortuna, qui, ha due facce, e io non riesco a sceglierne una. Può essere la buona sorte di un amore appena nato, che vorresti gridare a tutti. Ma può essere anche la sorte in senso antico, quella che capita e basta, buona o cattiva. Un'identica fortuna, da gridare a...

  • da una bolgia di ospedale
    Da «Cose che dimentico» di Cristiano De André·annotazione di Airoldo

    Bolgia è una parola di Dante: le Malebolge sono le fosse dell'ottavo cerchio dell'Inferno. Nell'uso di tutti i giorni è diventata sinonimo di confusione, di folla, di rumore. Qui le due cose si tengono: un ospedale affollato e insieme un fondo da cui non si esce. L'amore che...