Cavalli da corsa

di Cesare Cremonini · 2026

Traccia 3 di 11 dell'album Amateur

1 interpretazione, 4 annotazioni.

Il grande peccato è lasciarla delusa

Da «Cavalli da corsa» di Cesare Cremonini·annotazione di Nina
La musa, in questa canzone, non è una figura lontana da invocare: è una presenza che ti mette in ginocchio, che pretende. E il peccato non è sbagliare, non è scrivere male: è deluderla. Io la leggo come una promessa di fedeltà a quello che ti ispira, anche quando costa tempo e fatica. A giudicare non è il successo, è il rispetto per ciò che ami. Detto in una ballata che sorride della fretta, suona quasi come un voto.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Le altre annotazioni di «Cavalli da corsa» (3)

  • Perché poi mi sembrava un inganno
    Da «Cavalli da corsa» di Cesare Cremonini·annotazione di Nina

    Questa frase la trovo bellissima perché ribalta un luogo comune. Di solito pensiamo che il tempo serva a fare le cose bene. Qui invece averne troppo sembra un imbroglio, come se una canzone rifinita all'infinito smettesse di essere sincera. Io ci leggo un'idea precisa di...

  • Che però sono solo paure
    Da «Cavalli da corsa» di Cesare Cremonini·annotazione di Nina

    Mi piace come la canzone smaschera i buoni propositi. Prendere misure e cambiare abitudini sembra il comportamento di chi ha tutto sotto controllo: la sveglia presto, la vita in ordine, le regole nuove del lunedì. Qui invece è paura travestita da disciplina. Lo trovo un verso...

  • E il destino ha una sua timidezza
    Da «Cavalli da corsa» di Cesare Cremonini·annotazione di Nina

    Per me è l'immagine più delicata della canzone. Il destino di solito lo immaginiamo come una forza che arriva e travolge. Qui invece è timido, e chi gli dà fiducia può restare confuso: non riceve subito un segnale chiaro. Io ci sento un invito a sopportare l'incertezza, non la...