Il narratore giura di esserci stato, in piazza. Ma la sua memoria mescola due scene diverse: Giovanna d'Arco morì sul rogo a Rouen nel 1431, mentre Galileo non fu giustiziato. Fu processato a Roma e costretto ad abiurare nel 1633, e morì nel 1642 ad Arcetri, dove era confinato. Non la sento come una svista. Mi pare che allo spettatore non interessi il fatto, ma la condanna come spettacolo: rogo o processo, purché ci sia una folla a guardare. È una lettura mia, non dell'autore.
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