Ballata per la mia piccola iena

di Afterhours · 2005

1 interpretazione, 4 annotazioni.

Sai già come sarà
Ma non sai più chi sei

Da «Ballata per la mia piccola iena» di Afterhours·annotazione di Nina
Questa coppia di righe per me è un ritratto perfetto di una certa stanchezza. Hai imparato a prevedere tutto: come va a finire una serata, una storia, una discussione. Ma a forza di prevedere ti sei perso. Mi sembra il prezzo di chi vive calcolando: diventi bravissimo a leggere il futuro degli altri e smetti di riconoscere te stesso. Non è un'accusa, è quasi una constatazione detta piano, come si fa con un amico.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Le altre annotazioni di «Ballata per la mia piccola iena» (3)

  • Ma vede ciò che credi invisibile
    Da «Ballata per la mia piccola iena» di Afterhours·annotazione di Nina

    La canzone si apre con un autista che ha una sola mano, ma sa vedere quello che il passeggero vorrebbe nascondere. A colpirmi non è una sua presunta incapacità di guidare: è il contrasto fra il limite visibile e quella lucidità. Io ci leggo l'idea che c'è sempre qualcuno, o...

  • Ti si aprono le gambe oppure
    Le hai aperte tu
    Da «Ballata per la mia piccola iena» di Afterhours·annotazione di Nina

    È il verso più crudo della canzone e non va addolcito, ma secondo me non parla di sesso in sé. Parla di responsabilità. È successo, oppure l'hai scelto? Ti è capitato, o hai deciso tu e adesso fai finta di no? La domanda resta lì, senza risposta, ed è proprio questo il punto:...

  • Quello che hai appena fatto
    Ti ha fatto stare meglio
    Da «Ballata per la mia piccola iena» di Afterhours·annotazione di Nina

    Qui la canzone fa una cosa scomoda: non dice che hai sbagliato, dice che ti è piaciuto. Non sappiamo cosa sia successo, ed è giusto così, perché ognuno ci mette il suo piccolo gesto meschino. Io ci sento la parte più onesta della confessione: ammettere che il male che facciamo...