È la riga che rompe l'incanto, e per me è quella più sincera. I soldati sono tutti uguali, in divisa, obbediscono, marciano in fila. È così che lei immagina la vita normale che aspetta dopo questi pochi giorni: doveri, orari, ognuno al suo posto. Però guarda quel "noi" alla fine. Anche da soldati restano un plurale. La storia finisce, ma non cancella di essere stati in due.
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